URANO

seconda parte

prima parte  
terza parte  

Lo schema ci consente oltremodo di verificare il fatto che EN-LIL (Urano) scegliesse i re che dovevano amministrare la sua giustizia sugli umani: la sua influenza nell’ultimo settore del Sagittario ce lo segnala.

Soprattutto se consideriamo che al Segno del Sagittario sono attribuite le questioni filosofiche e le dottrine religiose e che, solo fino a pochi secoli addietro l’Imperatore ricopriva normalmente anche il ruolo di Sommo Sacerdote.

E non è un «caso» che il poteretemporale10” della cristianità si sia distinto soprattutto per spietatezza nel castigo esemplare delle sue condanne.

Processando sommariamente presunti eretici o maghi, le corti assembleari che erano incaricate di giudicare la fonte del peccato, operarono sotto l’influsso prevaricante di un Istruttore (o Distruttore?); esse, in sostanza, non vennero mai meno alla comminazione della pena capitale.

La religione per lo spirito uraniano, diviene così lo strumento più efficace nel raggiungimento di un determinato scopo e quindi la più opportuna delle invenzioni per il potere costituito, al fine di ottenere l’obbedienza cieca delle popolazioni che, terrorizzate dal Giudizio divino, lo asseconderanno nel Decalogo della sua Legge.  

(10) L’aggettivo qualificativo “suona” in modo identico al nome del fenomeno naturale legato a Urano.

 “Nasce da questo una disputa: s'elli è meglio essere amato che temuto, o e converso. Rispondesi che si vorrebbe essere l'uno e l'altro; ma perché elli è difficile accozzarli insieme, è molto più sicuro essere temuto che amato, …. il timore è tenuto da una paura di pena che non abbandona mai.”

Niccolò Machiavelli nella sua impareggiabile opera “Il Principe” individua acutamente i tratti ideali del “Dux” nell’esercizio del potere e, senza volerlo (chissà?) descrive anche quelli attinenti alla religione, per ciò che si riferisce alla non osservanza del Comandamento.

Del resto, è il termine stesso “RE-ligio-ne”, a parlare: letteralmente, “ligio al Re”, ovvero, fedele, devoto, rispettoso dei dettami del Sovrano.

È Urano  che scopre l’utilità della religione e … la fa amministrare da Giove nel Sagittario11! E non a «caso» si serve della conoscenza sagittariana per accrescere il suo potere (Urano governa l'ultima parte del Sagittario).

(11) Il Papa è “l’umile” Primo Ministro di Dio sulla terra. – Al Capricorno è dato il vertice direttivo dell’impresa, mentre al Sagittario viene affidato il compito di amministratorede-legato” (dal Capricorno, naturalmente).

Oltretutto la simbologia dei Pianeti che occupano il Segno del Capricorno entra in relazione con la biblica imposizione delle Tavole della Legge a Mosè sul Sinai:

Saturno - la pietra o memoria perenne sulla quale sono registrate le norme essenziali di comportamento;

Marte -     la parola incisa, scolpita sulla pietra;

Mercurio - il senso logico, interpretativo e ordinale numerico (da 1 a 10), delle frasi; l’ordine logico dei comandi secondo una scala gerarchica dei valori in campo, nell’ambito dell’Opera (le Tavole).

Rimane ovvia la contestualità di Urano, in quanto, come già ampiamente trattato riveste il ruolo della Divinità Suprema, che decreta il comandamento.

Se poniamo un attimo l’attenzione a quelle parti del Globo in cui è imperante la fede islamica, constateremo con la massima semplicità, quanto di vero esiste sul binomio  “Religione-Potere”; senza comunque voler estendere la discussione in questo campo, rimarranno valide le simbologie applicate ai Pianeti governatori del Capricorno:

Saturno - la pietra;

Mercurio - la mano;

Marte -    l’azione del lancio della pietra a guisa di offesa;

Urano -    Il decreto di morte (punizione) per lapidazione.

Un fatto, comunque, che a mio avviso è da ritenersi paradigmatico, corrisponde all’utilizzo del pluralis majestatis, (Noi12) da parte di regnanti, capi della Chiesa, oligarchi e dittatori, come forma auto-referenziale dei soggetti stessi.

Il «caso» vuole che anche EN-LIL-Urano si servisse di tale forma nei suoi proclami, facendo assumere all’Assemblea divina, la responsabilità delle decisioni da lui stesso prese.

 

(12) Giovanni Paolo I bandì il suo uso nel brevissimo corso di tempo del suo pontificato.

 

Come per altro avviene in modo più mimetico, negli scritti dell’Antico Testamento, in cui “il termine ebraico «Elohim» è il plurale di «El », che significa «Dio», «Signore»13. In essi infatti compaiono numerosi richiami a «Elohim» (gli Dei), così riferito al plurale, invece che a quel singolare generalmente adottato nelle traduzioni correnti della Bibbia, in cui si sostiene la dottrina monoteista»14".

(13) Più esattamente il termine “Signore” viene indicato con “Jhwh” (Yahvé). Per cui, a mio modesto avviso, i Nomi “El” e “Jhwh” rappresentano due figure distinte l’una dall’altra.

(14)Anna Maria Cerquetti – traduttrice di “Divine encounters” – Z. Sitchin - 1995

 

Il Tempo sovente corrompe l’aspetto e le fattezze, ma lascia intatta l’Essenza.

 

Anche nel Mito dell’antico Egitto, non ostante esso sia reso più complicato e “macchinoso” nella rielaborazione di quello Originale, riusciamo comunque a rintracciare l’omologo di EN-LIL-Urano; è Seth, che è accreditato come figlio del Sole (Ra), e che, con forme similari conferma alcune tipiche funzioni relative ai primitivi ruoli.

Pure in questo frangente viene riproposta la lotta senza quartiere, per il dominio sulla terra nei confronti del fratello (Osiride), ma la figura di Seth è visibilmente ridimensionata e appare sensibilmente meno algida, rispetto alla versione sumerica.

Mantenendo gli usi e i costumi del “gemello astraleEN-LIL, SETH riassume in sé le forze caotiche legate alla manifestazione dei fenomeni come il fulmine e la tempesta (i Greci addirittura duemila anni dopo lo rinomineranno “Tifone”), ma in un contesto che non rispecchia più come al tempo sumerico, il pregio e il difetto compresi in modo equanime nel patrimonio genetico di ciascuna Divinità15:

egli è decisamente caratterizzato da un temperamento totalmente malevolo, e nella condizione di non nuocere più di quanto sia lecito, a causa dell’assetto di una Natura, ora più politica che istintuale, dove non regna più la Legge del più forte.

Seth impersona infatti il disordine, la collera, il male in azione, le forze contrarie che reprimono, ostacolano e contrastano; in conformità al concetto della necessità di una energia che si opponga al bene, ma pur sempre “patrocinata” dall’Unità solare, l’Entità emanatrice d tutti i “Nether16 cosmici.

 

(15) EN-LIL provocò il caos per poter imporre poi un nuovo concetto di ordine.

 

(16) Il “Nether” può essere definito come “l’Energia divina in azione

Come Dio delle tempeste, comanda le fasi violente della Natura, non più in nome della sopraffazione ciclica di un Elemento sull’Altro, bensì in veste di evento punitivo contro le nefandezze umane, al fine di ripristinare l’Ordine dimenticato.

Se una virtù gli è rimasta è quella che gli consente di infondere al Faraone le qualità della folgore per annientare gli eserciti nemici.

Seth è sovente raffigurato antropomorficamente con la testa di un animale mai identificato con certezza: ha il corpo scheletrico, zampe lunghe, muso arcuato, occhio obliquo e allungato, orecchie tagliate ad angolo retto, coda all'insù, e biforcuta"17 (a forma di freccia rientrante). Forse un’antica reminiscenza della coda di pesce … (Segno del Capricorno).

Boris de Rachewiltz, interpretando i testi in cui Seth viene descritto più intimamente ne rivela una parte inquietante: “Sul piano esoterico incarna le forze involutive della materia. Oscuro, egli esalta la purezza della luce … il fuoco sethiano è il fuoco iniziatico, il fuoco segreto della terra che consuma ciò che deve dissolversi per risvegliare l’essenziale ... In epoca tarda divenne il patrono della magia e a esso si ispirarono i Sethiani, o maghi neri18.

(17)René Lechaud – “Magia e iniziazione nell’Egitto dei faraoni” – Ed. Mediterranee – 1997.

(18) “I MITI EGIZI” – Ed. Tea 1995

 

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