Mario Zoli: una piccola parte della sua produzione

L'Astrologia e la Storia

Domicili ed esaltazioni Lettera a Bia L'Attore Troppo tardi
  Madame Gentini e Venere Elisabetta Regina Avere ... Essere Amore è luce

Mysterium iniquitatis

Come lo ricordano ...

Non si può vivere, se non mangiando. Lapalissiano. Ma non si mangia se non distruggendo animali e piante; a volte – e non di rado, purtroppo – altri esseri umani.

La storia del nostro pianeta è una storia di guerre e di atrocità continue. Inutile illudersi. C’è una grossa parte di tenebra e di male nell’uomo, una parte che resiste tenace a tutti gli appelli dell’amore. Perché?

Nessuna spiegazione. Unico tra gli animali, l’uomo prova gioia nel far soffrire i suoi simili; la storia continua delle guerre continue è anche una storia ininterrotta di efferate torture. Perché?

Anche certa ostentazione dell’agio e della ricchezza ha la stessa matrice; più ancora dell’utilità che se ne trae, attira il sadico piacere di poter umiliare gli altri, quelli che stanno sotto. Perché?

Non c’è risposta. Gli stessi teologi medioevali, teste più fine delle attuali, e quindi anche della mia, sgomenti chinavano il capo mormorando: Mysterium iniquitatis.

Si vive generando morte; il mangiare stesso è dare la morte …Impossessarsi, distruggere l’altro, assimilarlo a sé … Rispunta la mala pianta del potere. E ciò che si è mangiato viene poi espulso. Il concime genera altre vite e tutto ricomincia ...

... Il grande appetito, di cibo, di sesso, di azione, è come un grande fuoco violento; consuma rabbiosamente tutto, anche se stesso; anche la vita. La quale è conservata invece, dal freddo, dal distacco, dal non-coinvolgimento.

Sembra un paradosso: la vita richiede, per durare, che ci si tenga un po’ a distanza dalla sua corrente vorticosa e possente.

Maria Laura Argnani
Renzo Bertaccini
Marco Bondi
Frida Calderoni
Adriana Cavadini
Onofrio Ceroli
Norma Cicognani
Andrea Dolcini
Marcello Donati
Gisa Frandino
Claudia Gallegati
Gabriella Grossi
Rino Maneo
Adriana Savioli Zoli
Alessandro Tosi
Gianluca Zoli

Fare economia. Ma è poi importante vivere molto? O non lo è più vivere totalmente la propria vita, quale che essa sia?

Tutto ciò è comunque marginale; l’essenza del problema non muta; poco o molto che si consumi, si consuma. E si consuma, con la vita, la morte.

Bisogna che ci renda familiare questo pensiero. La morte è in noi, come sonno, come dimenticanza, come distacco dal nostro io di ieri, come separazione da coloro che ci furono cari. E tutto si consuma e si disperde.

Della distruzione, implicita nella vita, siamo innocenti e colpevoli.

Ma nessuno, nessuno davvero può mai dire di avere le mani pulite. Così abbiamo sempre bisogno di perdono e purificazione. Tutti.

I selvaggi, dopo la caccia e dopo la guerra espiano il sangue versato, dell’animale e/o dell’uomo.

Quale civiltà, questa, che considera sacra la vita e che soffre di doverla togliere agli altri, per alimentare la sua propria! Noi, civili, abbiamo soppresso i riti di espiazione e inventato la guerra giusta, la guerra santa!

Dal quinto Comandamento, Non ammazzare, chiarissimo e totale, un papa trasse il perentorio ordine ai Crociati, Uccidete in nome di Dio!

Capovolgimento assoluto. Tanto può nell’uomo la furia omicida, che per essa si stravolge (e in faccia al mondo!), la parola di Dio, che si dice di voler servire.

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