Mario Zoli: una piccola parte della sua produzione

L'Astrologia e la Storia

Domicili ed esaltazioni Lettera a Bia L'Attore Troppo tardi
Mysterium iniquitatis Madame Gentini e Venere Elisabetta Regina Avere ... Essere Amore è luce
Norma Cicognani

Classe III B

Come lo ricordano ...

Liceo-Ginnasio "Torricelli"; anno scolastico 1958/59.  Preside: Prof. Vittorio Ragazzini, illustre latinista; bidello: Sig. Ramaccini, aspetto da docente, anima da impiegato statale.

Classe III B: terza porta a sinistra, dopo la Segreteria e la Presidenza nell'atrio a piano terra nel severo edificio secentesco, storica sede dei Gesuiti, ora sede del più antico Liceo faentino.

Classe III B: rumore di passi, qualche risatina, voci giovani e urgenti, voci severe e pacate; la Giulia con la sporta della spesa e l'aria da casalinga: chi la direbbe la Prof. di Matematica più severa di Faenza? Il Prof. Cattani detto familiarmente "Giannetto", filosofo e storico di fama e il Prof. Prelati, appassionato di letteratura e del suo mestiere di pedagogo; poi il Sig. Lagnoni tecnico di laboratorio e la nostra Bice dalla vocina di miele ..."Zaniiilli, chiudi la fìniiistra!" per dire "Zanelli, chiudi la finestra". Oh dolce Bice, che ci svelavi le ineffabili bellezze dell'Arte con la A maiuscola, quanto tempo è passato!

Classe III B: tanti ragazzi e poche ragazze, noi sei: Luciana, Maria Rosa, Adriana detta "Cicci", Ersilia, Alba, ed io, Norma. E nel gruppo dei maschi, tanti, simpatici (più o meno) e anche bellocci, c'era lui, Mario, quasi il più bello di tutti e certamente un leader in mezzo a tanti "ragazzini insicuri".

Mario era per parecchi di noi un vero leader, o meglio, un trait d'union molto forte, una specie di santone ante litteram, quando ancora non si era sviluppata da noi la filosofia orientaleggiante dei Figli dei Fiori e Mario era per natura, l'ho sempre pensato, una specie di Are Krishna con un forte ascendente su molti di noi, autentici "imbranati" o semplicemente troppo giovani per saper imporre le nostre idee e la nostra personalità. 

Maria Laura Argnani
Renzo Bertaccini
Marco Bondi
Frida Calderoni
Adriana Cavadini
Onofrio Ceroli
Andrea Dolcini
Marcello Donati
Gisa Frandino
Claudia Gallegati
Gabriella Grossi
Rino Maneo
Adriana Savioli Zoli
Alessandro Tosi
Gianluca Zoli

A casa sua, o meglio nella sua stanza da letto che era anche il suo studio, si incontravano ben tre gruppi distinti, che perciò entravano in contatto di amicizia e scambio di idee: il gruppo "liceale" di cui facevo parte io stessa; il gruppo degli amici provenienti dall'allora frequentatissimo circolo dei Salesiani, con le lunghe partite di football; infine il gruppo "teatrale" o dei "commedianti", ruotante intorno a Franco Piancastelli e a Germana Ricci, che si occupavano di teatro amatoriale in lingua, grande passione, anche questa, di Mario.

Una serie di nomi e di volti mi torna in mente, ripensando a quei lunghi pomeriggi passati nella stanza sotto ai tetti di via Severoli 14: la Cicci col suo buffo "Puff Puff ...", Lino Casadio e Attilio Portaluri, i più eleganti (al tempo non si diceva ancora "fichissimi"), Primo Solaroli, chiassoso e "baraccone", Kido Emiliani, altra miniera di idee vulcaniche, Wladimiro e Deanna, maxi coppia di attori da Imola, Beppe e Piero Tambini, poi Ilaro Lanzoni e M. Rosa Strocchi e la sottoscritta, e tanti altri, ragazze e ragazzi, che trovavano in Mario una specie di calamita, per cui le giornate diventavano ore e le ore minuti e le conversazioni diventavano discussioni e le discussioni dibattiti e le idee si alzavano in volo come farfalle variopinte e si libravano nel cielo chiaro della nostra adolescenza, ricca di attese smisurate.

Mario, con la sua ironia sottile, il suo spirito sempre all'erta, pronto a cogliere il lato comico di personaggi e situazioni, aveva in tutti questi incontri una importanza fondamentale: era lui il vero catalizzatore di gruppi così eterogenei e abbastanza distanti che altrimenti non si sarebbero neanche rivolti la parola. Tant'è che quando il liceo "finì" e ognuno di noi prese la sua strada, fu sempre più difficile incontrarsi e rimanere in contatto.

Ci ritrovammo venticinque anni più tardi, una sera d'aprile, un gruppo di noi della III B, al ristorante "Gigiolè" di Brisighella, mitica meta di una nostra scappatella liceale, tutti in bici alla Croce di Rontana e a scuola, con Preside e professori, solo il Cardelli Claudio, famoso secchione e primo della classe. Quella sera d'aprile da "Gigiolè" Mario non c'era; non potè venire per motivi di Astrologia, altra sua grande passione. E Claudio Lega, che nonostante il titolo di Ingegnere si potrebbe definire poeta, nell'operina in versi dedicata all'avvenimento, scrisse così del nostro compagno assente:

Zoli purtroppo non è qui con noi,

partecipa a un convegno di stregoni; 

ha capito benissimo anche lui

che il mondo in fondo è pieno di 'coglioni'; 

più che Dante o il Petrarca è la Sibilla 

che serve per l'acquisto di una villa.

Che io sappia, Mario la villa non se l'è mai fatta: era troppo onesto con gli altri e con se stesso, per approfittare delle sue capacità e del suo sapere. E questo mi rende oggi ancora più cara e dolce la sua memoria.

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