Mario Zoli: una piccola parte della sua produzione

L'Astrologia e la Storia

Domicili ed esaltazioni Lettera a Bia L'Attore Troppo tardi
Mysterium iniquitatis Madame Gentini e Venere Elisabetta Regina Avere ... Essere Amore è luce
Gisa Frandino

Mario di sempre

Come lo ricordano ...

Tu eri come una falena Mario

che vola nella sua lunghissima

vita breve

per arrivare  sempre più in alto

verso una lampada accesa

dalle vergini sagge

nel firmamento

Le ali sottili dovevano sul fondo

servire a incipriare

d'oro e di luce

le parole della mente

e poi consumarsi nell'eterna fiamma

dell'amore infinito ...

era come un fruscio

che scavava solchi profondi

nell'anima dell'Altro ...

Dolce menestrello triste

tu solo sapevi raccontare

la lieve eterna storia

della vita di Ognuno

Forse un tuo Saturno saggio

dal crogiuolo del Tempo

ti guidava

mentre ne percorrevi

gli armonici cerchi

spaccando briciole di sapienza

da donare come un'eco

di antichi campi spenti

a chi sapeva ascoltare.

Conobbi Mario Zoli nella primavera dell'82 a Palermo, ad un Congresso di Astrologia, ed ho sempre pensato che fosse stato come riconoscere qualcuno che non hai mai dimenticato.

Maria Laura Argnani
Renzo Bertaccini
Marco Bondi
Frida Calderoni
Adriana Cavadini
Onofrio Ceroli
Norma Cicognani
Andrea Dolcini
Marcello Donati
.
Claudia Gallegati
Gabriella Grossi
Rino Maneo
Adriana Savioli Zoli
Alessandro Tosi
Gianluca Zoli

Se ne stava rilassato su una poltrona, nell'atmosfera un po' decadente dell'antico Hotel, accanto alla sua bella moglie dai capelli rossi, come se osservasse tutti con un certo distacco e quel sorriso un po' ironico che illuminava gli scuri occhi attenti. 

Mi colpì il suono della voce, decisa ma un po' cantante con toni profondi e chiari; voce da attore o da insegnante letterato. 

Fu subito simpatia e affinità tra di noi; la lontananza e le poche possibilità di vederci e di studiare insieme non attenuarono mai il nostro affetto e la nostra amicizia. Avevamo la possibilità di scriverci e ogni tanto di ritrovarci per parlare degli argomenti e polemizzare e capirci nel profondo e accettarci l'un l'altro.

Mario rappresentò per me la concentrazione vivente di ciò che la cultura, l'arte e lo spettacolo potevano esprimere in un intellettuale moderno, eclettico e sensibile, affascinato dal mistero della sapienza classica, in cui sapeva ritrovare le profondità metafisiche e il fascino dell'irrazionale; lui, filosofo e letterato, tra Medio Evo e Secolo dei Lumi, attratto dalla scienza degli astri per poter andare oltre e conoscere anche le strade del Tempo nello Spazio. 

C'erano sue ricerche che mi affascinavano e mi coinvolgevano, dove si incontravano le nostre intuizioni. Lo ascoltavo, in una sua conferenza, esprimere un suo concetto della "spirale" e ciò coincideva con un mio viaggio ai luoghi mediterranei dei templi delle Potnie dove ritrovavo le spirali incise dai paleolitici sulle pietre di Gigantija. 

Nei miei studi sul transito di Plutone al suo perielio che forse aveva portato con sé le vibrazioni armoniche della creatività, tutto mi faceva pensare ad un nuovo Rinascimento con la diffusione di ogni forma di arte trasmessa: musica, teatro, canto attraverso rari personaggi come Mario, multiformi e capaci di portare le magie della parola e dello spettacolo alla gente e di coinvolgere anche i giovani; così era lui, che conosceva tanto profondamente letteratura, poesia, con l'arte dello scrivere e del comunicare. 

Quando mi appassionai nella scoperta dei significati astrologici nel Teatro di Shakespeare e gliene parlai, mi accorsi che potevo identificare Mario e la sua capacità di incantare, nel personaggio che avrebbe così bene impersonato; come Prospero, Principe e mago, in grado, con la parola, di scatenare la Tempesta e di placarla donando emozioni e suggestioni a chi lo ascoltava.

Ricordo la sua Compagnia teatrale e la Leggenda di Ognuno, rappresentata in una piccola antica chiesa romanica; l'indicibile suggestione dell'inizio: nella buia navata le figure che incedevano a lume di candela e, su tutto, Mario regista e attore che poteva trasformare il nudo altare in un Golgota, e dei ragazzi affascinati dalla sua mente creativa, in grandi attori.

Questo è l'amico che non dimenticherò mai, e che conoscevo così bene nei risvolti del suo carattere: mistico e impulsivo, entusiasta e battagliero, accentratore e generoso... Un poeta elisabettiano che poteva scrivere di Papa Celestino e di Maria Maddalena con il disincanto di un uomo del nostro tempo e la fede di chi crede ancora nel messaggio evangelico... Mario di sempre.

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