Mario Zoli: una piccola parte della sua produzione

L'Astrologia e la Storia

Domicili ed esaltazioni Lettera a Bia L'Attore Troppo tardi
Mysterium iniquitatis Madame Gentini e Venere Elisabetta Regina Avere ... Essere Amore è luce
Rino Maneo

Mario Zoli, (un) Simbolo, (un) Mito

Come lo ricordano ...

Il 1995 fu l’anno dell’ultimo soggiorno di Plutone nell’ottavo Segno dello Zodiaco. Fu anche l’anno in cui, con grande dolore, fummo privati della insostituibile compagnia di Mario Zoli.

Noi del “Sagittarius" gli eravamo molto affezionati; era uno dei nostri preferiti, non solo dal punto di vista della cultura astrologica nel suo complesso, ma anche da quello umano, perché sapeva infondere la passione …

Conobbi Mario a Forlimpopoli, in occasione di una delle sue dotte ed affascinanti interpretazioni, relativa alle tematiche dell’asse Toro-Scorpione. Venni letteralmente fulminato, catturato dal quel fluido istrionico-tentacolare, che egli riusciva ad emanare articolando suggestivamente la trama del racconto, misurando cadenze, toni e pause, con le enfatiche modalità di una partitura verdiana dalle romantiche e coinvolgenti armonie.

Come in un rito magico, diede vita propria ad una miriade di personaggi, inserendoli ad uno ad uno, in variegati ambienti ricchi di sfumature e connotazioni particolareggiate, allestiti al momento con un raffinato tocco di bacchetta: attore, regista, scenografo e narratore allo stesso tempo, ma con l’alchemica virtù della conoscenza degli elementi e delle loro mutabili, infinite combinazioni.

Il suo era un Teatro, aderente in ogni sua parte alla superficie pluridimensionale di una specialissima carrozza del Tempo, entro la quale rivivere avvenimenti ed emozioni, sia da spettatore, che da protagonista. Il biglietto era gratuito ma vincolante: una volta entrato non ne uscivi più ...

Maria Laura Argnani
Renzo Bertaccini
Marco Bondi
Frida Calderoni
Adriana Cavadini
Onofrio Ceroli
Norma Cicognani
Andrea Dolcini
Marcello Donati
Gisa Frandino
Claudia Gallegati
Gabriella Grossi
.
Adriana Savioli Zoli
Alessandro Tosi
Gianluca Zoli

Diventammo amici. Lui incalzato delle mie incessanti curiosità, io, in equilibrio instabile sulle scivolose pareti di una fredda e rigorosa logica zodiacale, ma affascinato dalla parte inferiore dell’iceberg.

Fai vibrare il Simbolo! Fai rivivere il Mito!, diceva ogniqualvolta la mia interpretazione risultava sommaria, lacunosa o traballante, esortandomi ad andare a ritroso nel tempo alla riscoperta di ogni vagito culturale, per interpretarlo nella sua essenza ed applicarlo "cum grano salis".

In una delle sue ultime lettere mi espresse il suo concetto di homo sapiens

... l’uomo è insieme matematico-scientifico e simbolo. Usando insieme matematica astronomica e simbolo, l’astrologia non è ambigua e contraddittoria; applica al soggetto-uomo le sue due realtà e riesce a “vedere” ciò che la sola scienza non vede, perché usa quelle due realtà in modo concorde ...

E perfettamente conscio dei limiti, ai quali gli interpreti della disciplina astrologica (lui compreso), erano ancora soggetti:

 … finora gli astrologi hanno letto -e con quanta fatica- la partitura di un solo strumento; da qui in avanti dovrebbero imparare a leggere lo spartito intero e a ... sentire l’orchestra.

Chi non ha avuto la fortuna di incontrarlo ha perso tanto. Grande conoscitore della letteratura e della filosofia, della storia e dell’arte in senso lato, ma anche della profondità dell’animo umano. Di indole mite, ma incapace di contenere l’aggressività intellettuale, soprattutto quando la gigantesca passione che lo ha accompagnato in ogni sua manifestazione interiore, lo dominava a livello esteriore. D’animo nobile, molto sensibile e attento nei confronti delle problematiche sociali, lo era altrettanto nei rapporti di amicizia, spontanea e disinteressata, che coltivava con estrema onestà. Amicizia non priva di momenti di incomprensione, come testimoniano queste sue frasi, che ne sintetizzano alcuni appena vissuti:

Aria elettrica ... L’aggressività inconscia, potente quanto l’amicizia conscia, viene a galla e si fa visibile. Meglio così, la si può affrontare. Tuttavia è triste che non si possa fare un solo passo nella direzione dell’anima, senza produrre -e quindi subire poi- sofferenze. E non meno triste è concludere che l’universo interiore delle persone, anche a noi più vicine, ci resta misterioso, come lo è ad esse stesse.

Io che ho una vanità notevole, mentre ammiravo lieto le belle pagine che (...) ha scritto sui Pesci, e nelle quali certamente sta la molla di queste mie riflessioni, ho notato con dispetto (devo essere franco) che, mentre i miei passati lavori vengono citati altrove, qui io ... taccio. Il lavoro di marzo non ha lasciato traccia?   Eppure in certi passaggi la nostra sintonia è evidentissima.  Preferirei essere ricordato per l'ultima stazione che ora tocco, anziché per quelle che toccai in passato ...

Ad alcuni, fra i numerosi rapporti, che questo sentimento gli consentì di intraprendere, attribuì il privilegio: quello con Tina Sicuteri, degna di altissima considerazione, dal punto di vista intellettuale e quello con Gisa Frandino, che considerava ... un’astrologa dalla mente viva, irregolare, fantasiosa, cocciuta e geniale, ... dice delle cose di una profondità abissale, meravigliose.

In febbraio condividemmo la grande gioia di veder pubblicato un suo lavoro (Humanité et astralités de Federico Garcia Lorca) su L’Astrologue di André Barbault e brindammo, a base di china calda e camomilla, ad altri, futuri e numerosi successi. Poi, d’un tratto il repentino black-out, fortunatamente attenuato da una fitta corrispondenza epistolare. Non ho mai più udito la sua voce, ma mi conforta questo suo passo:

Vedi che la storia vera, quella dell’anima, è in fondo, semplice, come il tema. Il resto, non sono che sviluppi e variazioni. Lavorare sul tema: facile, difficile, esasperante, entusiasmante. ... L’esordio dello Zodiaco è maschile e furibondo, ma la conclusione è femminile, morbida e pacifica. Ed è, naturalmente, la conclusione che decide. … Con quattro note lo stupido fa un motivetto banale, ma il musicista una sinfonia meravigliosa. Scegliere liberamente la necessità, questo è il segreto. Rendere personale e irripetibile qualcosa che è comune. Come la parola, il canto, l’arte. Fare della vita un’opera d’arte; questa è la missione dell’astrologia, nella quale destino e libertà non si escludono, ma si richiamano”.

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