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L' AMBIGUITA' DEL DOPPIO: Vergine o Bilancia? |
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quarta parte |
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| introduzione | prima parte | seconda parte | terza parte | ||
| quinta parte | sesta parte | settima parte | |||
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.Ma veniamo ai “Segni umani”, citati da Mario Zoli.
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Dei dodici Segni, alcuni hanno fama di bellezza … Si chiamano belli i segni ascendenti che danno bellezza più di altri (Gemelli, Bilancia e Acquario) … Io aggiungerei a questi segni, la parte finale della Vergine. Sono tutti segni umani … Mario Zoli |
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Una connotazione dell’Elemento Aria è la leggerezza o non-pesantezza; più fonti astrologiche l’associano all’umano pensiero, alla comunicazione simbolica per un’intesa di tipo sociale. [§] [ampliamento di argomentazione a fine pagina] Quindi, per deduzione i Segni d’Aria dovrebbero essere identificati da simbologie umane. Se tale proprietà viene applicata ai Segni di Gemelli e Acquario, non si comprende la ragione per cui, al terzo Segno d’Aria venga associato un oggetto inanimato (Bilancia/Omega), anziché l’ultima figura umana disponibile (Vergine).
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La stessa inspiegabile logica viene (per-)seguìta nei confronti dei Segni cosiddetti mobili o mutevoli o doppi. Essi connotano la fase transitoria fra due stagioni esprimendo i naturali concetti (non traumatici) di adattamento e di adeguamento progressivi al nuovo corso della stagione futura; mediano quindi, con la loro transizione, il passaggio dalla irriducibile volontà di permanenza dei Segni fissi, al nuovo ordine imposto dai Segni cardinali. Senza un'attenta e logica osservazione ci accontenteremmo della generica denominazione con cui i trattati astrologici li hanno da tempo definiti. In realtà nella natura di "mutevole" co-esistono quattro differenti concetti di "doppiezza":
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Allora, se tali principi di dualità vengono rispettati per i Segni di Gemelli, Sagittario e Pesci, non risultano poi avere conseguente attendibilità se applicati alla figura verginea; in effetti l’ultima figura doppia disponibile diverrebbe la Bilancia, per via del suo modello, che presenta una perfetta simmetria delle parti; senza per altro voler passare sotto silenzio l’Omega. Già, ma cosa ha a che fare l’Omega col doppio? |
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Oltre all'affinità esistente fra la "stilizzazione" dell'OMEGA e la raffigurazione alata di MarduK/Nibiru (doppiezza in quanto replica simmetrica e speculare delle due parti), il verbo “doppiare”, ai giorni nostri, viene prevalentemente usato, nelle gare di corsa in un circuito (atletica, moto, auto), quando un concorrente, per effetto della maggiore velocità, raggiunge e supera un avversario, insieme al quale era partito. In sintesi, in un percorso circolare, ogni volta che ri-incontriamo il punto di partenza e lo superiamo, significa che lo stiamo “doppiando”. Ovvero, ripassiamo da quel punto.
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| In gergo informatico il “loop” è assimilabile ad una dinamica particolare, secondo la quale tutti i dati inviati al controllo di un programma vengono costretti a passare al vaglio dello stesso ciclo di istruzioni; soggetti quindi ad essere presi in esame dalla stessa serie di comandi, serie che si ripeterà “ad libitum”, fino a quando la fase di lettura del programma non esaurirà il suo compito (fine … dei dati e quindi completamento del ciclo). Tale dinamica viene quindi applicata nella realizzazione delle “routines” (rif.: il necessario completamento del Ciclo precessionale – Marduk/Nibiru). | |
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E quale Segno, se non il sesto, è così fortemente in sintonia con questo termine, “routine”, nel quotidiano? |
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Gli egittologi tradizionalisti ritengono l’Omega un oggetto dal significato semplice: una corda annodata al cui interno sono compresi tutti i nomi del faraone. Ebbene, anche se così fosse, qual è il Segno – se non il sesto – a fare della denominazione certa (classificazione), una ragion d’essere? |
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IL MONDO INFER-iore
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Esaminando la pratica egizia di sottoporre il cadavere al processo di mummificazione, prima di introdurlo nei sarcofagi (sui quali è dipinto l’avvoltoio che ghermisce le Omega!), non possiamo scordare, che le procedure di conservazione, in senso lato, appartengono al sesto Segno. Gli animali che in natura rivestono il ruolo di “spazzini” (operatori ecologici) sono l’avvoltoio e lo sciacallo: il Dio Anubi, in questa ultima veste, provvede, nel rispetto deontologico della sua funzione, ad eliminare dal corpo del defunto, tutte le sostanze interiori che potrebbero compromettere la futura conservazione del corpo stesso. |
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Anubi è oltretutto depositario di una ulteriore, ma non secondaria mansione: quella di “pesatore” dell’anima. Questa delicatissima operazione riveste i crismi dell’assoluta precisione, in quanto, la bilancia da lui governata, dovrà stabilire il grado di purezza dell’anima stessa. Un riscontro degno di nota in ambedue le immagini è costituito dalla presenza del leone, che come per le raffigurazioni di origine sumerica potrebbe rappresentare il Segno adiacente (quinto). E che dire del luogo comune, secondo il quale gli appartenenti al sesto Segno zodiacale si distinguerebbero per voler, in un modo o nell’altro, dire l’ultima parola? Ebbene, l’Alpha è prima lettera nell’Alfabeto, l’Omega è ultima. |
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Il Nodo o Cappio (Omega) caratterizzerebbe in modo più sensato il sesto Segno; è un simbolo che rende nota l’immagine del vincolo alla ripetitività. Vincola e lega (costringe) tutto ciò che è compreso nella sua spira (cobra reali e Serpente-avvoltoio). Vincola al rispetto della Legge e dei Codici, al di fuori dei quali regna il Kaos (Pesci). |
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Odisseo che ammonisce i compagni a “non viver come bruti” (XXVI Canto) e li incalza a “seguir virtute e canoscenza”, rappresenta una sfida aperta (fuori-legge-Pesci ... “il folle volo”) alla Legge divina, per cui (Legge del contrappasso), dovrà essere inghiottito dalle spire di un vortice (Omega). |
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| [§] [ampliamento di argomentazione] | |||||||
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Le iconografie che caratterizzano i Signori dei Segni terzo e settimo (Segni d’Aria), Hermes/Mercurio e INANNA/Venere, descrivono le Divinità dotate di appendici alari e l’ALA, a livello simbolico astrologico (ma non solo), è forse l’unica immagine che riesce a contestualizzare il senso del VOLO. Nell’ARIA, naturalmente. Ma, per quanto ricercato, non mi è stato possibile trovare un’analoga caratterizzazione per l’undicesimo Segno, quello dell’Acquario. Se non per un’immagine relativa agli Arcani dei Tarocchi, dove viene rappresentata la figura androgina della Temperanza. A mio avviso tale figura, che sta con un piede sulla terra ed uno sull’acqua, descrive il “trait-d’union” fra il Segno del Capricorno e quello dei Pesci. Trasmettendo quella sensazione di ambiguità e/o di instabilità di chi "tiene i piedi su due staffe". Ciò che completa il presumibile collegamento del 14° Arcano all’11° Segno, è l’azione compiuta dal protagonista in primo piano. In realtà il suo è un movimento perpetuo, dove il liquido trasferito da un recipiente all’altro è sempre lo stesso. È un’azione questa, classificata col termine “gattopardismo” (“cambiare tutto per non cambiare nulla”), animata da quella pulsione di rinnovamento rivoluzionario che mutamento ancora non è (il Segno è Fisso). Ma non è tutto. |
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Dallo schema a fianco dei Governatori e dei Signori dei Segni, si può osservare che alla Signoria dell'undicesimo Segno è destinata Saturno; in virtù della denominazione propria della Lama, "la Temperanza", dal Dizionario Treccani si ricava quanto segue: temperanza (dal lat. temperantia: moderazione, misura) = Virtù che permette il dominio degli impulsi e la moderata fruizione dei piaceri. sinonimi: controllo, freno, equilibrio, regolatezza, misura, moderazione, discrezione, sobrietà, frugalità, astinenza, continenza, morigeratezza. temperare (dal lat. temperare, derivato di tempus «tempo») = moderare, mitigare, frenare: l'ardore, le passioni; il rigore della disciplina. Dare la tempra (temprare): l'acciaio, il vetro; formare. Tempra: raffreddamento rapido di un materiale (metallo, vetro, materie plastiche, ecc.), precedentemente portato ad alte temperature, operato allo scopo di conferirgli particolari caratteri meccanici attraverso la modificazione della sua struttura. temprare = dare la tempra: rendere saldo fisicamente o spiritualmente: le sventure temprano gli animi. Temprarsi. Diventare più forte, fisicamente o moralmente: nella lotta si temprano i caratteri. |
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Indubbiamente, dalla etimologia riferita alla nomenclatura dell'immagine, si evincono le caratteristiche basilari di Saturno, di cui le antiche cronache sumeriche ci narrano: Il suo Nome (NIN-HUR-SH-AG = “Matrice silenziosa, circondata di luce, del sospiro e del pianto”) era intimamente legato al suo ruolo. NIN-HUR-SH-AG era la Madre della Luna (NIN-IGI-KU) e i testi antichi riferiscono che le fu assegnata la Terra di D-IL-M-UN, un luogo luminoso e puro, in cui “diede alla Luce” una femmina sulla riva delle acque. Proseguendo nella loro lettura essi riferiscono che NIN-HUR-SH-AG era una donna sola e sebbene in tempi più tardi venisse raffigurata come una vecchia matrona, da giovane doveva essere stata molto attraente; che dirigeva il settore medico ed in questa veste le era attribuito l’appellativo di NIN-TI; che il suo strumento era il “tagliatore” (un oggetto che aveva la forma del Nodo Lunare), un arnese usato nell’antichità dalle levatrici per tagliare il cordone ombelicale dopo la nascita. L’arco delle sue competenze iniziava con la delicata fase di "composizione dell’amalgama vitale", che consisteva, come recitano le scritture, nel “legare col Miscuglio, lo Stampo degli Dei”. Proseguiva con la messa a dimora di 14 parti uguali dell’intero composto, dopodiché la Dea formalizzava il Periodo di Attesa (dieci lune), scaduto il quale doveva recidere col “tagliatore” il vincolo delle neonate creature (sette femmine e sette maschi), dalle rispettive dimore. A quel Tempo tale attività fu considerata sacra per eccellenza, quel “sacro fare” che in periodi meno remoti diverrà “sacrum facere”, da cui la trasposizione in un termine socialmente più alienante: il sacrificio. Più tardi i Babilonesi la definiranno “levatrice degli Dei” e la invocheranno con queste parole: “… oh Sapiente Mami, tu che sei il grembo materno, quello che può creare l’Umanità …” |
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Prendendo spunto da questa invocazione inviterei ad osservare la forma del glifo di Saturno in modo più disincantato e scevro dai retaggi simbolici delle filosofie “New Age”, per constatarne in modo semplice e naturale nella figura, il profilo di una donna incinta. Chiamando ulteriormente in causa il ruolo della vecchia NIN-HUR-SH-AG con le sue dieci lune di attesa, diviene logico riferirlo ad un preciso e determinato concetto di Tempo: quello di un tempo limite esatto entro il quale completare l’Opera, non oltre. |
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Le due coppe governate dall'Angelo della Temperanza rappresentano uno dei più antichi strumenti atti alla misurazione esatta del Tempo: una clessidra ad acqua.
Giulia Mallardo (nata sotto il Segno dell'Acquario)
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é quindi ragionevolmente plausibile che la figura simbolica alata dell'Acquario, con un piede sulla terra (Capricorno) e l'altro sull’acqua (Pesci), voglia indicare in primissimo piano, il riferimento che conduce alla Signoria del Segno: Saturno, la cui attitudine peculiare manifesta l'esigenza di stabilire la misurazione esatta e reale del Tempo in senso ciclico, in modo tale da sintonizzarsi con i ritmi della Natura, dettati a loro volta, da quelli celesti. |
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