L' AMBIGUITA' DEL DOPPIO: Vergine o Bilancia?

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… che a diversità di qualità e quantità, il concetto di Armonia tenga conto della qualità nella distribuzione delle diverse quantità; dove la qualità delle cose è anche nella loro potenzialità dinamica, qualità che, né la semplice classificazione, né l’ordinamento, né la misura, possono cogliere.

… che quindi l’Armonia rappresenti quel “quid” quasi metafisico che, superando la Legge di gravità terrena (a dimensione umana), si elevi al di sopra delle parti, per dare vita a “nuovi insiemi” che corrispondano alle prerogative aeree e celesti del Giusto, in senso euritmico delle proporzioni.

Giovanni Cantagalli

Da sempre ed unanimemente si è ritenuto il settimo Segno detentore del talento artistico: ma cos’è l’Arte, se non l’estrema forma di elevazione tesa al superamento di tutto quanto rappresenti la consuetudine, lo status quo, l’artigianato patrocinati dal precedente Segno?

Potremmo anche definirla come l’aspetto della magica miscela che sublima le infinite varietà delle forme (Nettuno-multiformità) e che rimane perfettamente aderente (Venere) all’ideale (Nettuno) estetico (Venere).

Molti artisti del passato hanno manifestato il loro personale dissenso al pensiero dominante, mediante forme espressive che al tempo stesso dovevano deliziare i sensi (Venere) e coinvolgere a livello subliminale (Nettuno), non dichiarando mai la loro ostilità (Venere) al regime (J.Bosch, Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi, Alessandro Manzoni ecc.).

Spesso infatti, la facciata venusiana del VII Segno provvede a non dichiarare palesemente (come invece farebbe l’Ariete) il proprio pensiero e la propria intenzione; cosa che non consente agli altri di pervenire ad alcunché di consolidato o rassicurante. Perché il settimo Segno non vuole innanzitutto dispiacere a nessuno!

Chiaramente, alla funzione opportunistica di Urano, concorre in rapporto paritario la suggestione deviazionista di Nettuno: essi rappresentano in solido i due elementi inscindibili di una sorta di ordigno esplosivo (detonatore-Urano e plastico-Nettuno) che tende ad instaurare, nel bene o nel male, nuove forme o costituzioni di potere dell’immagine (il Segno è cardinale).

Se pensiamo alla smania di copulazione, che Venere in tutti i Miti possiede (nonostante tale incontenibile impulso l’abbia portata a considerevoli livelli di eccesso, non viene mai repressa o punita), ci rendiamo subito conto che la conclamata coesistenza con Saturno nel settimo Segno, rappresenta una evidente forzatura. Molto probabilmente, siccome Saturno da sempre è “vincolata” al simbolo dell’OMEGA, tale forzatura è venuta manifestandosi con lo scambio dei Glifi.

Non mi convince affatto la catalogazione delle cadute e degli esili. Che Mercurio stia male in Sagittario, Segno di educazione, è cosa contraria alla logica. Come può il discepolo essere avverso e nocivo al docente?  E che dire del Marte in Vergine, dove il Pianeta non possiede alcuna dignità, e dove tuttavia la sua presenza par quasi regolare nei temi dei grandi condottieri, quali Garibaldi, Napoleone e Giovanna d’Arco. [§] [ampliamento di argomentazione a fine pagina]     

Mario Zoli

Osservando un po’ più da vicino lo schema dei Signori e dei Governatori, noteremo che i Governatori del sesto Segno sono Mercurio, Saturno e Marte: credo si possa convenire sulle qualità strategiche che il Segno possiede nell’incedere della sua azione (*).

 

Ecco cosa riferiscono alcuni illustri Autori  sul sesto Segno nei loro manuali astrologici:

 

Hades

"... il Segno della Vergine significa analisi, ragione, senso critico, classificazione e calcolo; la verifica del tempo, gli orologi ..."

 

Von Klockler

"... il temperamento è abitualmente melanconico-cicloide; freddezza, riservatezza, carattere volto all’osservazione, alla critica, alla prudenza, precisione e ordine; severità pedantesca ..."

 

L. Morpurgo

"... capacità di risparmio e di autocontrollo; intelligenza organizzativa e sistematica; forza di volontà restrittiva e auto-costrittiva ..."

(*) Un ulteriore particolare parlante, nella simbologia saturniana, è la stessa Lisa Morpurgo a coglierlo, quando afferma di aver constatato “una Vergine particolarmente forte nei temi di scalatori e di appassionati delle vette”.

L’immagine Assiro-Babilonese a fianco, oltre alla allegorica attiguità fra 5° e 6° Segno, manifesta in modo alquanto chiaro le attitudini di quest’ultimo (arco e frecce); la sottomissione remissiva del leone, e la rigogliosità della palma (notare la simmetria delle parti), testimoniano l’inclinazione del Segno a “governare” gli esseri “inferiori” in natura (animali e piante).

Purtroppo i retaggi dell'Astrologia greca sono talmente radicati, da essere accettati “tout-court”, senza “se … “ e senza “ma … “. Sta di fatto che i Greci, "vedendo" fin solo a Saturno, la caratterizzarono  con tutte le componenti (negative) di Urano, che i Sumeri già avevano classificato.

Così come "caricarono" la Luna dei vizi e delle virtù di Nettuno.

La stessa cosa avvenne con Marte, estremo depositario della "plutonianità".

E che dire della immagine bilancina (anch’essa definibile “doppia” in quanto rispondente alle regole della simmetria) strettamente legata al motto “la legge è uguale per tutti”, visibile in ogni aula di tribunale? Anche in questo caso, a mio avviso, predomina il senso di EQUITÀ (uguale peso e ugual misura), prediletto dal sesto Segno.

Oltretutto tale motto, nell’esprimere il concetto dell’uniformità di giudizio, pone l’accento su “tutti”, riferendolo a simbolo di “moltitudine parificata”, dove tutti, come per il ciclico passaggio dei dati nelle routines, hanno il dovere di uniformarsi nel seguire il percorso prestabilito (l’iter della causa) nei vari gradi del Giudizio stesso.

Ma una cosa è la LEGGE (“dura lex, sed lex”), le cui applicabilità e consistenza appartengono al mondo terreno (sesto Segno); un’altra è la GIUSTIZIA(*) che reca in sé un notevole salto di qualità, di matrice celeste e aerea, molto più consona alle prerogative del settimo Segno.

(*)Il termine più appropriato sarebbe “Giustezza”, in quanto, la degenerazione del senso di “Giustizia” conduce al “giustizialismo”, nonché all’azione del ”giustiziare” (uccidere legalmente).

[§] [ampliamento di argomentazione]

Intorno al XII Secolo d.C. prese forma e si consolidò l’Ordine dei Templari che avevano il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che visitavano Gerusalemme dopo la sua conquista; già il termine con cui viene definita la congregazione, ORDINE, risulta essere molto caro a Saturno e al sesto Segno. Se si convenisse poi, che al Governo di tale Segno potesse avere degna compartecipazione anche Marte, apparirebbero ancora più chiare le sue simbologie operative: armatura (difesa-Saturno) e spada (offesa-Marte).

Ma oltre alle ragioni della difesa e dell’offesa (Saturno e Marte), in quanto i Templari rappresentano i difensori della Fede (la Fede è Pesci) in armi, esistono ulteriori elementi atti a focalizzare simbolicamente la loro appartenenza al sesto Segno.

Il loro Ordine è l’antesignano della “loggia” (porticato, galleria), i cui componenti sono soggetti sia alle gerarchie, sia al segreto (derivaz.: la segretaria) ed a regole rigidissime. Con codici rituali che si ripetono ad ogni convegno; dove ciascun componente ha dovuto sottostare alla logica di un umile apprendistato.

Il primo sigillo dell’Ordine (varato sul giuramento o voto di castità, povertà e obbedienza) rappresentava da una parte la Cupola della Roccia, storico quartier generale dei Templari, un tempio islamico in cima al Monte Moriah a Gerusalemme, che essi ribattezzarono Templum Domini (Tempio del Signore) e dall'altra due cavalieri su un cavallo.

 

Il Tempio era di forma ottagonale(1) e in prospetto appariva come una Omega.

I tempi cambiano, ma i simboli restano. Leggermente deformato, il Simbolo dell’Omega assume la forma della Piovra, in “trista” sintonia mafiosa, denominata anche “cupola”(*). Del resto i “picciotti” cosa mettono sul capo? La “coppola”, naturalmente.

E cosa produce l’azione di indossare il cappello? A proteggere e preservare il Capo (sia in senso fisico che figurato). Così come per l’elmo (o il cappuccio per i componenti delle logge massoniche).

Oltretutto le attuali regole del mondo del lavoro impongono l’elmetto sul capo delle maestranze.

(*) In lingua inglese “cup” è “tazza"
(1) i numeri 8 e 13 appartengono al sesto Segno

La doppia allegoria di ogni simbolo (come illustrato nel Tao capostipite), provvidenzialmente dotato di codice binario, annuncia nella sua vitalità, un concetto ed il suo opposto (o complementare), che necessariamente devono convivere, per non cessare di esistere a livello universale. Così come le due facce della stessa moneta.

Convivono quindi a mio avviso, nel sesto Segno, sia la logica della nomenclatura, della identità certa, della classificazione, sia quella della cupola o del cappio, entro il quale sono nascosti tutti i nomi del faraone.

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