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La logica zodiacale e il Mito per immagini |
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(il paradigma zodiacale nell'Apocalisse e nei Tarocchi) |
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terza parte |
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| prima parte | seconda parte | quarta parte. | quinta parte | |
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Credo, dopo l’analisi delle 22 immagini e del relativo testo apocalittico, che non possano esistere dubbi sull’effettiva loro corrispondenza. Sorgono quindi una quantità di interrogativi, primo fra tutti, quale sarebbe dovuto essere il loro scopo originale. Nel tentativo di avvicinarmi il più possibile alla risposta inizierò allora ad esaminare un “piccolo” particolare, una “lettera” ebraica sempre presente nella struttura di ciascun arcano: 22 lettere per altrettante immagini. Tali lettere possiedono (oltre ad un significato intrinseco/esoterico particolare), un ordine cronologico (come nel nostro alfabeto) e vengono associate alle lame secondo questo ordine, iniziando da ’ALEPH (prima lettera dell’alfabeto ebraico), per finire con TAU (22° lettera). Per cui, alla prima immagine (MAGO/BAGATTO), identificata col numero 1 (uno), viene anche associata la prima lettera ebraica: ’ALEPH. E così per tutte le altre, fino alla ventiduesima, TAU. Ma in quelle rappresentate in bianco e nero (così come nella stragrande maggioranza di altri tipi di Tarocchi), vi è una vistosa incongruenza finale. La ventiduesima lettera (TAU) viene associata alla lama del MONDO/ANDROGINO, ma numerata con la cifra 21 … mentre la ventunesima (SHIN), abbinata al MATTO non è indicata in cifratura ordinale, in quanto l’immagine corrispondente è ritenuta conclusiva e/o iniziale. Sarebbe a dire che l’ultima immagine può considerarsi associata alla cifra “zero”, che inizia e conclude un ciclo, così come a livello grafico, dove lo zero è descritto come un cerchio. |
| (22°) TAU | (21°) SHIN | ||
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Ragion per cui, la figura identificata con la lettera TAU (MONDO/ANDROGINO) deve in ogni caso essere numerata col 22, ovvero lo zero! Tra l’altro, il simbolo di tale cifra (lo zero = cerchio = circolo chiuso) si evince in modo inequivocabile dalle iconografie presenti: la corona d’alloro in un’immagine e l’uroboro nell’altra. |
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