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La logica zodiacale e il Mito per immagini |
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quinta parte - le coppie nello Zodiaco 0-Pesci e 21-Nettuno |
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| 9-12 | . | 5-16 | 4-17 | 8-13 | seconda parte | quarta parte | ||
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Cliccando sulle lame è possibile visualizzarle nelle pagine in cui sono accompagnate dal testo apocalittico |
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Con la lama del Mondo viene concluso il ciclo “antiorario” dello Zodiaco, iniziato con l’Ariete. La corona e l’Uroboro ne descrivono la simbologia, oserei dire, in modo preciso; ai quattro vertici le rappresentazioni dei Segni fissi, che con la loro rigida presenza tentano, ma invano, di contenere l’effetto del mutamento prodotto dal Segno mobile per eccellenza, il dodicesimo, quello dei Pesci. In primo piano, nell’immagine a colori la rappresentazione dello sdoppiamento nettuniano della personalità, che stringe in una mano qualcosa che assomiglia molto al glifo pescino: è quella chiave “che apre in modo che nessuno chiuda” ed allo stesso tempo “chiude in modo che nessuno apra”, menzionata in modo molto sibillino da S. Giovanni. Nell’immagine in bianco e nero, è la Libertà nella sua essenza, ad essere rappresentata all’interno della corona; come nell’altra lama, impugna un oggetto, che, anche in questo caso reca una notevole somiglianza con il tratteggio che unisce gli astri della costellazione dei Pesci. Col Matto è la simbologia nettuniana del cosmopolitismo (essere cittadini del cosmo) in senso lato, a manifestarsi: il Viandante, ricco di quel poco che gli basta e della sua libertà, è in cammino verso sempre più nuove mete spirituali, incurante della propria nudità (ingenuità, da ingenuus = nato libero), cieco nei confronti della realtà e degli ipotetici pericoli che lo circondano (il baratro ed il coccodrillo). |
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Anche Rudhyar, nella descrizione del Segno e del suo Signore, riesce a dare forma a questa serie di simbologie. |
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L'uomo deve accettare la dissoluzione strutturale sotto la forza insidiosa di Nettuno, che governa i Pesci. Non si deve aggrappare ad alcuna stabilità né grandezza del passato. "Nessuna-sicurezza" è per lui l'unica forma possibile di sicurezza.
Trascendenza, superamento, distacco da illusione e dalla falsa sicurezza,
separazione
da legami sociali,
partenza
per la grande avventura, con fede totale e in
semplice
nudità esistenziale: tutte queste cose debbono essere imparate in
Pesci. Qui è l’uomo “sociale” che deve imparare a rinunciare alla sua fiducia, comoda, o perfino tragica, nella struttura della società. Deve desiderare di “chiudere i conti” e di affrontare l’ignoto con semplice fiducia; di rientrare nel grembo della natura, lasciando indietro i bei miraggi della vita civilizzata e fortificandosi per la vita nella solitudine di qualche regno più grande, con lunghi viaggi in un nuovo mondo. Deve imparare a disimparare e a rinunciare ai suoi ideali stabiliti e ai suoi possessi. Deve anche imparare, come fanno i mistici, a penetrare nella meravigliosa sfera della “gloria di dio” e a cercare, impavido, attraverso l’oscurità della coscienza umana, quello stato nascosto dove c’è silenzio e nient’altro. |
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