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La logica zodiacale e il Mito per immagini |
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quinta parte - le coppie nello Zodiaco 8-Vergine e 13-Y(Nibiru) |
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| 9-12 | 0-21 | 5-16 | 4-17 | . | seconda parte | quarta parte | ||
| Cliccando sulle lame è possibile visualizzarle nelle pagine in cui sono accompagnate dal testo apocalittico |
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Il sesto Segno, conscio del suo equilibrato e ingrato ruolo si presta a mantenere fede a quanto prestabilito nei cicli delle orbite planetarie: dover accogliere il suo Signore, Nibiru/Marduk (Y – la Morte/la Mietitura), il “Signore Supremo che raccoglie le acque” e necessariamente “purifica i giusti e i malvagi”.
La falce della Morte, raffigurata nel
tredicesimo Arcano, non fa distinzioni di sorta: ricchi o
poveri, nobili
o diseredati, buoni o cattivi, la Sorte
(che si differenzia da Morte solo per la consonante iniziale), è
uguale per tutti.
Il testo apocalittico dedicato a questa lama è particolarmente ricco di immagini che connotano inequivocabilmente Nibiru: |
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Metti dentro la tua
falce e mieti, perché è venuta l’ora di mietere, poiché la messe
della terra è matura.
Egli è chiamato
Fedele
e Verace, e giudica e guerreggia con giustizia. Egli ha un nome scritto che nessuno conosce se non lui solo, ed è adorno di un mantello asperso di sangue. E dalla sua bocca esce una lunga spada affilata, affinché colpisca con essa le nazioni ... E sul mantello, e sulla coscia, ha scritto un nome, Re dei re e Signore dei signori. |
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Più avanti nel testo vengono descritti gli
effetti, che circostanziano l’evento, con riferimenti molto simili a
quelli, con i quali la letteratura sumerica illustra
l’inizio del Diluvio: |
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il sole divenne nero come un sacco di crine, e l’intera luna divenne come sangue, e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando un fico scosso da un gran vento getta i suoi fichi immaturi.
E il cielo si ritirò
come un rotolo che si avvolge, e ogni monte e ogni isola furono rimossi
dai loro luoghi. |
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Ma, oltre a tutto
questo, la frase “E
l’angelo mise la sua falce nella terra e vendemmiò la vite della
terra, e la scagliò nel
grande strettoio dell’ira di Dio”, ci riporta a quanto
scoperto da due illustri studiosi, Giorgio
De
Santillana ed Hertha von Dechend ed illustrato con dovizia di
esaurienti particolari nella loro impareggiabile pubblicazione, “IL
MULINO DI AMLETO“. Nel lungo corso del loro studio, ripercorrendo il cammino dei miti di svariate civiltà, si resero conto che, nel complesso delle diverse culture, le simbologie mitologiche risultavano identiche. Come, per altro riscontrato in molteplici immagini iconografiche, nelle quali viene rappresentata la frullatura dell’oceano di latte cosmico nei mulini degli Dei. Tutte le antichissime civiltà infatti, conoscendo il fenomeno della "precessione degli equinozi" lo riferivano come "frullatura dell'oceano di latte cosmico", quando il punto gamma completava un ciclo. Ai giorni nostri questo riferimento viene comunemente rapportato al grado zero di Ariete; molto probabilmente per la memoria degli antichi tale coincidenza avveniva al trentesimo grado della Costellazione del Leone (o zero gradi di Vergine). L'avvenimento, che, secondo le memorie appartenenti a tutte le culture, risulta essere ciclico ed improrogabile, consente agli autori la seguente deduzione: |
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Fra le diverse allegorie, relative a tale rilevamento, possiamo notare che anche la tradizione egizia, è a conoscenza di questo evento: Horus e Seth stanno frullando una paletta (notare i piatti della Bilancia) in una zangola (vaso di legno).
Giunti a questo punto, la
signoria di Marduk/Nibiru nel sesto Segno non appare più tanto remota.
Aggiungerei solamente un ultima considerazione: l’appellativo di Kronos,
Signore del Tempo, molto probabilmente gli appartiene. Grazia
Mirti, nella sua opera dedicata al Segno del Capricorno, riferisce di
una interessantissima osservazione di Bouché-Leclerq, secondo il quale
“i Greci non fecero che sostituire
Cronos a NINIB” |
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