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Giovanni alle sette congregazioni che sono nel ( distretto del ) l’Asia: Abbiate immeritata benignità e pace da “Colui che viene”, e dai sette spiriti che sono dinanzi al suo trono, e da Gesù Cristo, “il Testimone Fedele”, “Il primogenito dei morti” e il Governante dei re della terra”. A colui che ci ama e che ci ha sciolti dai nostri peccati mediante il proprio sangue - e ci ha fatti essere un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre - sì, a lui siano la gloria e il potere per sempre Amen. Ecco, egli viene con le nubi, e ogni occhio lo vedrà, e quelli che lo trafissero; e tutte le tribù della terra si batteranno con dolore a causa di lui. Sì, Amen. “Io sono l’Alfa e l’Omega”, dice Geova Dio, “Colui che è e che era e che viene, l’Onnipotente”. “Io, Giovanni, vostro fratello e partecipe con voi alla tribolazione e al regno e alla perseveranza in compagnia di Gesù, mi trovai nell’isola chiamata Patmos per aver parlato di Dio e aver reso testimonianza a Gesù. Mediante ispirazione mi trovai nel giorno del Signore, e udii dietro di me una tromba, che diceva: ”Ciò che vedi, scrivilo in un rotolo e mandalo alle sette congregazioni, a Efeso e a Smirne e a Pergamo e a Tiatira e a Sardi e a Filadelfia e a Laodicea”. E mi voltai per vedere la voce che parlava con me, ed essendomi voltato, vidi sette candelabri d’oro, e in mezzo ai candelabri qualcuno simile a un figlio dell’uomo, vestito di una veste che giungeva fino ai piedi e cinto al petto di una cintura d’oro. Inoltre, la sua testa e i suoi capelli erano bianchi come lana bianca, come neve, e i suoi occhi come fiamma di fuoco; e i suoi piedi erano simili a rame fino quando splende in una fornace; e la sua voce era come il suono di molte acque. E aveva nella mano destra sette stelle, e dalla sua bocca usciva una lunga spada affilata a due tagli, e il suo viso era come il sole quando splende nella sua potenza. E quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ed egli pose su di me la sua mano destra e disse: “Non aver timore, io sono il Primo e l’Ultimo, e il vivente; e fui morto, ma, ecco, vivo per i secoli, e ho le chiavi della morte e dell’Ades. Perciò scrivi le cose che hai visto e le cose che sono e le cose che avverranno dopo queste. In quanto al sacro segreto delle sette stelle che hai visto sulla mia mano destra e dei sette candelabri d’oro: Le sette stelle significano (gli) angeli delle sette congregazioni e i sette candelabri significano sette congregazioni. |
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All'angelo della congregazione che è Efeso scrivi: queste sono le cose che dice colui che tiene le sette stelle nella mano destra, colui che cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro: conosco le tue opere, e la tua fatica e la tua perseveranza, e che non puoi sopportare i malvagi, e che metti alla prova quelli che dichiarano di essere apostoli, ma non lo sono, e li hai trovati bugiardi. E hai mostrato perseveranza, e hai sopportato per amore del mio nome e non ti sei stancato. Tuttavia, ho questo contro di te che hai lasciato l'amore che avevi in principio. Perciò ricordati da che cosa sei caduto, e pentiti e compi le opere precedenti. Sennò verrò da te, e rimuoverò il tuo candelabro dal suo luogo, se non ti penti. Tuttavia hai questo, che odii le opere della setta dei nicolaiti, che anch’io odio. Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni. A chi vince concederò di mangiare dell'albero della vita, che è nel paradiso di Dio.E all'angelo della congregazione (che è ) a Tiatira scrivi: queste sono le cose che dice il figlio di Dio, colui che ha gli occhi simili a una fiamma di fuoco e i cui piedi sono simili a rame fino. Conosco le tue opere, e il tuo amore e la tua fede e il tuo ministero e la tua perseveranza, e che le tue ultime opere sono più numerose di quelle precedenti. Tuttavia ho (questo) contro di te, che tolleri quella donna, Izebel, che si dice profetessa, e insegna e svia i miei schiavi a commettere fornicazioni e a mangiare cose sacrificate agli idoli. E le ho dato il tempo di pentirsi, ma non si vuole pentire della sua fornicazione. Ecco , sto per gettarla in un letto da malati, e quelli che commettono adulterio con lei in grande tribolazione, se non si pentono delle sue opere. E ucciderò i suoi figli con piaga mortale, affinché tutte le congregazioni sappiano che io sono colui che scruta i reni e il cuori, e vi darò individualmente secondo le vostre opere. Comunque, dico al resto di voi che siete a Tiatira, a tutti quelli che non hanno questo insegnamento, gli stessi che non hanno conosciuto "cose profonde di Satana", come dicono: Non metto su di voi altro peso. Nondimeno, tenete saldo ciò che avete finche io venga. E a colui che vince e osserva le mie opere sino alla fine darò autorità sulle nazioni, e pascerà il popolo con una verga di ferro così che saranno frantumati come vasi d’argilla, come ho ricevuto dal Padre mio, e gli darò la stella del mattino. Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni. |
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E
all’angelo della congregazione (che è) a Sardi scrivi: Queste sono le
cose che dice colui che ha sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco
le tue opere, che hai nome d’esser vivo, ma sei morto. Divieni
vigilante e rafforza le cose rimanenti che stavano per morire, poiché
non ho trovato le tue opere pienamente compiute dinanzi al mio Dio.
Perciò, continua a ricordarti di come hai ricevuto di come hai udito, e
continua a serbar(lo), e pentiti. Certamente se non ti svegli, verrò
come un ladro e non saprai affatto in quale ora verrò su di te.
Tuttavia, hai alcuni nomi a Sardi che non hanno contaminato i loro
mantelli, ed essi cammineranno con me in (mantelli) bianchi, perché
sono degni. Chi vince sarà adornato di mantelli bianchi e non cancellerò
affatto il suo nome dal libro della vita, ma riconoscerò il suo nome
dinanzi al Padre mio e dinanzi ai suoi angeli. Chi ha orecchio oda ciò
che lo spirito dice alle congregazioni. E all’angelo della congregazione (che è ) a
Filadelfia scrivi: Queste sono le
cose che dice colui che è santo, che è verace, che ha la chiave di
Davide, che apre in modo che nessuno chiuda e chiude in modo che nessuno
apra. Conosco le tue opere - ecco, ti
ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere - che
hai un po' di potenza, e hai serbato la mia parola e non ti sei mostrato
falso al mio nome. Ecco, darò quelli della sinagoga di Satana che
dicono d’esser giudei e non lo sono ma mentono, ecco, li farò venire
a rendere omaggio davanti ai tuoi piedi e farò loro conoscere che io ti
ho amato. Poiché hai serbato la parola circa la mia perseveranza,
anch’io ti serberò dall’ora della prova, che deve venire
sull’intera terra abitata, per mettere alla prova quelli che dimorano
sulla terra. Vengo presto. Continua
a tenere saldo ciò che hai, affinché nessuno prenda la tua corona.
Colui che vince, lo farò colonna nel tempio del mio Dio, e non (ne)
uscirà mai più, e scriverò su di lui il nome del mio Dio e il
nome della città del mio Dio, la nuova Gerusalemme che discende dal
cielo, dal mio Dio, e quel mio nuovo nome. Chi ha orecchio oda ciò che
lo spirito dice alle congregazioni. E all’angelo della congregazione (che è ) a Laodicea scrivi: Queste sono le cose che dice l’Amen, il testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere, che non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo oppure caldo! Così, poiché sei tiepido e non sei caldo né freddo, ti vomiterò dalla mia bocca. Poiché dici: ”Sono ricco e ho guadagnato ricchezze e non ho bisogno di nulla, ma non sai d’essere miserabile e infelice e povero e cieco e nudo, ti consiglio di comprare da me oro raffinato dal fuoco affinché tu divenga ricco, e abiti bianchi affinché tu sia vestito e affinché la vergogna della tua nudità non sia manifesta, e collirio per ungere i tuoi occhi affinché tu veda. Tutti quelli per i quali ho affetto, li riprendo e disciplino. Perciò sii zelante e pèntiti. Ecco, sto alla porta e busso. Se uno ode la mia voce e apre la porta, entrerò nella sua (casa) e prenderò il pasto serale con lui e egli con me. A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono seduto, col Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni. |
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Dopo queste cose vidi, ed ecco, una porta aperta in cielo, e la prima voce che udii era come di una tromba, che parlava con me, dicendo: Sali qui, e ti mostrerò le cose che devono avvenire. Dopo queste cose mi trovai immediatamente nella ( potenza dello ) spirito: ed ecco, un trono era nella sua posizione in cielo, e c’è uno seduto sul trono. E colui che sta seduto è nell’aspetto simile a pietra di diaspro e a pietra preziosa di color rosso, e intorno al trono ( c’è ) un arcobaleno dall’aspetto simile a smeraldo. E intorno al trono ( ci sono ) ventiquattro troni, e su questi troni ( vidi ) seduti ventiquattro anziani vestiti di mantelli bianchi, e sulle loro teste ( hanno ) corone d’oro. E dal trono escono lampi e voci e tuoni; e dinanzi al trono ( ci sono ) sette lampade di fuoco ardente, e queste significano i sette spiriti di Dio. E dinanzi al trono c’è, per cosi dire, un mare di vetro simile a cristallo. E in mezzo al trono e intorno al trono ( ci sono ) quattro creature viventi che sono piene d’occhi davanti e di dietro. E la prima creatura vivente è simile a un leone, e la seconda creatura vivente è simile a un giovane toro, e la terza creatura vivente ha la faccia simile a quella di un uomo, e la quarta creatura vivente è simile a un’aquila che vola. E in quanto alle quattro creature viventi, ciascuna d’esse ha rispettivamente sei ali, intorno e di sotto sono piene d’occhi. E non hanno riposo giorno e notte, mentre dicono: Santo, santo, santo è Geova Dio, l’Onnipotente, che era e che è e che viene. E quando le creature viventi danno gloria e onore e rendimento di grazia a Colui che vive per i secoli dei secoli, i ventiquattro anziani cadono dinanzi a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive per i secoli dei secoli, e gettano le loro corone dinanzi al trono, dicendo: Degno sei, Geova, Dio nostro, di ricevere la gloria e l’onore e la potenza, perché tu creasti tutte le cose, e a causa della tua volontà esse esisterono e furono create. |
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E vidi nella mano destra di Colui che siede sul trono un rotolo scritto di dentro e di dietro, sigillato strettamente con sette sigilli. E vidi un forte angelo, che proclamava ad alta voce: Chi è degno di aprire il rotolo e di scioglierne i sigilli? Ma nessuno, né in cielo né sulla terra né sotto la terra, era in grado di aprire il rotolo o di guardarvi dentro. E piangevo molto perché non era stato trovato nessuno degno di aprire il rotolo o di guardarvi dentro. Ma uno degli anziani mi dice: Smetti di piangere. Ecco, il Leone che è della tribù di Giuda, la radice di Davide, ha vinto per aprire il rotolo e i suoi sette sigilli. E vidi stare in piedi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un agnello come se fosse stato scannato, che aveva sette corna e sette occhi, i quali occhi significano i sette spiriti di Dio che sono stati mandati in tutta la terra. Ed egli andò e subito lo prese dalla mano destra di Colui che siede sul trono. E quando ebbe preso il rotolo, le quattro creature viventi e, i ventiquattro anziani caddero dinanzi all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro che erano piene di incenso, e l’incenso significa le preghiere dei santi. E cantano un nuovo cantico, dicendo: Degno sei di prendere il rotolo e di aprirne i sigilli, perché tu fosti scannato e col tuo sangue comprasti a Dio persone di ogni tribù e lingua e popolo e nazione, e le hai fatte essere un regno e sacerdoti al nostro Dio, ed esse regneranno sulla terra. E vidi, e udii la voce di molti angeli intorno al trono e alle creature viventi e agli anziani, e il loro numero era di miriadi e miriadi e di migliaia di migliaia, che dicevano ad alta voce: L’Agnello che fu scannato è degno di ricevere potenza e ricchezza e sapienza e forza e onore e gloria e benedizione. E ogni creatura che è in cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare, e tutte le cose che sono in essi, udii che dicevano: A Colui che siede sul trono e all’Agnello siano la benedizione e l’onore e la gloria e il potere per i secoli dei secoli. E le quattro creature viventi dissero: Amen! E gli anziani caddero e adorarono. |
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E vidi quando l’Agnello aprì uno dei sette sigilli e udii una delle quattro creature viventi dire con voce come di tuono: Vieni! E vidi ed ecco, un cavallo bianco; e colui che vi sedeva sopra aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì, vincendo e per completare la sua vittoria. E quando aprì il secondo sigillo, udii la seconda creatura vivente dire: Vieni! E uscì un altro cavallo, color fuoco; e a colui che vi sedeva sopra fu concesso di togliere la pace dalla terra affinché si scannassero gli uni e gli altri; e gli fu data una grande spada. E quando aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente dire: Vieni! E vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che vi sedeva sopra aveva in mano una bilancia E udii una voce come in mezzo alle quattro creature viventi dire: Una chenice di grano per un denaro; e non danneggiare l’olio e il vino. E quando aprì il quarto sigillo, udii la voce della quarta creatura vivente dire: Vieni! E vidi, ed ecco, un cavallo pallido; e colui che vi sedeva sopra aveva nome la Morte. E l’Ades lo seguiva da vicino. E fu data loro autorità sulla quarta parte della terra, per uccidere con una lunga spada e con la penuria di viveri e con una piaga mortale e mediante le bestie selvagge della terra. E quando aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di quelli che erano stati scannati a causa della parola di Dio e a causa dell’opera di testimonianza che avevano. E gridarono ad alta voce, dicendo: Fino a quando Sovrano Signore santo e verace ti tratterrai dal giudicare e dal vendicare il nostro sangue su quelli che dimorano sulla terra? E a ciascuno di loro fu data una lunga veste bianca; e fu detto loro di riposarsi ancora un po', finche fosse completo anche il numero dei loro compagni di schiavitù e dei loro fratelli che stavano per essere uccisi come lo erano stati anche loro. E vidi quando aprì il sesto sigillo, e ci fu un grande terremoto; e il sole divenne nero come un sacco di crine, e l’intera luna divenne come sangue, e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando un fico scosso da un gran vento getta i suoi fichi immaturi. E il cielo si ritirò come un rotolo che si avvolge, e ogni monte e ogni isola furono rimossi dai loro luoghi. E i re della terra e gli uomini preminenti e i comandanti militari e i ricchi e i forti e ogni schiavo e ogni persona libera si nascosero nelle spelonche e nei massi di roccia dei monti. E continuarono a dire ai monti e ai massi di roccia: Cadeteci sopra nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché il gran giorno della loro ira è venuto, e chi può stare in piedi? |
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Dopo questo vidi quattro angeli in piedi ai quattro angoli della terra, che trattenevano i quattro venti della terra, affinché nessun vento soffiasse sulla terra né sul mare né su alcun albero. E vidi un altro angelo che ascendeva dal sol levante, il quale aveva il sigillo dell’Iddio vivente; e gridò ad alta voce ai quattro angeli ai quali fu concesso di danneggiare la terra e il mare, dicendo: non danneggiate la terra né il mare né gli alberi, finche non abbiamo suggellato gli schiavi del nostro Dio sulle loro fronti. E udii il numero di quelli che erano suggellati, centoquarantaquattromila, suggellati da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi, ed ecco, una grande folla, che nessun uomo poteva numerare, di ogni nazione e tribù e popolo e lingua, che stavano in piedi dinanzi al trono e dinanzi all’Agnello, vestiti di lunghe vesti bianche; e nelle loro mani c’erano rami di palme. E continuavano a gridare ad alta voce, dicendo: La salvezza la dobbiamo al nostro Dio che siede sul trono, e all’Agnello. E tutti gli angeli stavano in piedi intorno e agli anziani e alle quattro creature viventi, e caddero sulle loro facce dinanzi al trono e adorarono Dio, dicendo: Amen! La benedizione e la gloria e la sapienza e il rendimento di grazie e l’onore e la potenza e la forza siano al nostro Dio per i secoli dei secoli. Amen. E, presa la parola, uno degli anziani mi disse: Questi che sono vestiti di lunghe vesti bianche, chi sono e da dove sono venuti? E subito gli dissi: Signor mio, tu lo sai. Ed egli mi disse: Questi sono quelli che vengono dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro lunghe vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello. Perciò sono dinanzi al trono di Dio; e gli rendono sacro servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono spiegherà su di loro la sua tenda. Non avranno più fame né sete, né li colpirà più il sole né ardore alcuno, perché l’Agnello, che è in mezzo al trono, li pascerà e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. |
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E quando apri il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz'ora .E vidi i sette angeli che stanno dinanzi a Dio, e furono date loro sette trombe. E arrivò un altro angelo e stette presso l'altare, avendo un vaso d'oro per l'incenso; e gli fu data una grande quantità d'incenso per offrirlo con le preghiere di tutti i santi sull'altare d'oro che era dinanzi al trono. E dalla mano dell'angelo il fumo dell'incenso ascese con le preghiere dei santi dinanzi a Dio. Ma subito l'angelo prese il vaso dell'incenso, e lo riempi del fuoco dell'altare e lo scagliò sulla terra. E ne seguirono tuoni e voci e lampi e un terremoto. E i sette angeli con le sette trombe si preparano a suonarle. E il primo suonò la sua tromba .E vennero grandine e fuoco mescolati con sangue, e furono scagliati sulla terra; e un terzo della terra fu bruciato, e un terzo degli alberi fu bruciato, e tutta la verde vegetazione fu bruciata. E il secondo angelo suonò la sua tromba. E qualcosa come un gran monte infuocato fu scagliato nel mare .E un terzo del mare divenne sangue; e un terzo delle creature che sono nel mare e che hanno anima morì, e un terzo delle navi fece naufragio. E il terzo angelo suonò la sua tromba . E cadde dal cielo una grande stella ardente come una lampada, e cadde su un terzo dei fiumi e sulle fonti delle acque. E il nome della stella è Assenzio. E un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti degli uomini morirono a causa delle acque, perché queste erano state rese amare. E quarto angelo suonò la sua tromba. E fu colpito un terzo del sole e un terzo della luna e un terzo delle stelle, affinché un terzo d'essi si oscurasse e il giorno non si illuminasse per un terzo, e similmente la notte. E vidi e udii un'aquila che volava in mezzo al cielo dire ad alta voce: "Guai, guai, guai a quelli che dimorano sulla terra a causa del resto degli squilli di tromba dei tre angeli che stanno per suonare le loro trombe! |
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E quando apri il settimo sigillo, si fece silenzio in cielo per circa mezz'ora .E vidi i sette angeli che stanno dinanzi a Dio, e furono date loro sette trombe. E arrivò un altro angelo e stette presso l'altare, avendo un vaso d'oro per l'incenso; e gli fu data una grande quantità d'incenso per offrirlo con le preghiere di tutti i santi sull'altare d'oro che era dinanzi al trono. E dalla mano dell'angelo il fumo dell'incenso ascese con le preghiere dei santi dinanzi a Dio. Ma subito l'angelo prese il vaso dell'incenso, e lo riempi del fuoco dell'altare e lo scagliò sulla terra. E ne seguirono tuoni e voci e lampi e un terremoto. E i sette angeli con le sette trombe si preparano a suonarle. E il primo suonò la sua tromba .E vennero grandine e fuoco mescolati con sangue, e furono scagliati sulla terra; e un terzo della terra fu bruciato, e un terzo degli alberi fu bruciato, e tutta la verde vegetazione fu bruciata. E il secondo angelo suonò la sua tromba. E qualcosa come un gran monte infuocato fu scagliato nel mare .E un terzo del mare divenne sangue; e un terzo delle creature che sono nel mare e che hanno anima morì, e un terzo delle navi fece naufragio. E il terzo angelo suonò la sua tromba . E cadde dal cielo una grande stella ardente come una lampada, e cadde su un terzo dei fiumi e sulle fonti delle acque. E il nome della stella è Assenzio. E un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti degli uomini morirono a causa delle acque, perché queste erano state rese amare. E quarto angelo suonò la sua tromba. E fu colpito un terzo del sole e un terzo della luna e un terzo delle stelle, affinché un terzo d'essi si oscurasse e il giorno non si illuminasse per un terzo, e similmente la notte. E vidi e udii un'aquila che volava in mezzo al cielo dire ad alta voce: "Guai, guai, guai a quelli che dimorano sulla terra a causa del resto degli squilli di tromba dei tre angeli che stanno per suonare le loro trombe! |
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E il quinto angelo suonò la sua tromba. E vidi una stella che era caduta dal cielo sulla terra, e gli fu data la chiave della porta dell’abisso. Ed egli aprì la fossa dell’abisso, e dalla fossa ascese un fumo come il fumo d’una grande fornace, e fu oscurato il sole, e l’aria, dal fumo della fossa. E dal fumo uscirono locuste sulla terra; e fu data loro autorità, la stessa autorità che hanno gli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare la vegetazione della terra né alcuna verdura né alcun albero, ma solo quegli uomini che hanno il suggello di Dio sulla fronte. E fu concesso alle [locuste] non di ucciderli, ma che fossero tormentati per cinque mesi, e il loro tormento fu come il tormento dello scorpione quando punge un uomo. E in quei giorni gli uomini cercheranno la morte ma non la troveranno affatto, e desidereranno morire ma la morte continuerà a fuggire da loro. E le sembianze delle locuste somigliavano a cavalli preparati per la battaglia; e sulle loro teste [c’erano] come corone simili all’oro, e le loro facce [erano] come facce di uomini, ma avevano capelli come i capelli delle loro donne. E i loro denti erano come quelli dei leoni, e avevano corazze simili a corazze di ferro. E il suono delle loro ali [era] come il suono dei carri di molti cavalli che corrono alla battaglia. E hanno code e pungiglioni come gli scorpioni; e nelle loro code è la loro autorità di danneggiare gli uomini per cinque mesi. Esse hanno su di loro un re, l’angelo dell’abisso. Il suo nome in ebraico è Abaddon, ma in greco ha nome Apollion. Il primo guaio è passato. Ecco, dopo queste cose vengono altri due guai. E il sesto angelo suonò la sua tromba. E udii una voce dai corni dell’altare d’oro che è dinanzi a Dio dire al sesto angelo che aveva la tromba: “Sciogli i quattro angeli che sono legati presso il gran fiume Eufrate. E furono sciolti i quattro angeli, che sono stati preparati per l’ora e il giorno e il mese e l’anno, per uccidere un terzo degli uomini. E il numero degli eserciti di cavalleria era di due miriadi di miriadi: ne udii il numero. Ed ecco come vidi i cavalli nella visione e quelli che vi sedevano sopra: avevano corazze rosse come fuoco, e blu come giacinto, e gialle come zolfo; e le teste dei cavalli erano come teste di leoni, e dalla loro bocca usciva fuoco e fumo e zolfo. Mediante queste tre piaghe fu ucciso un terzo degli uomini, dal fuoco e dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca. Poiché l’autorità dei cavalli è nella loro bocca e nelle loro code; poiché le loro code sono simili a serpenti e hanno teste, e con queste danneggiano. Ma il resto degli uomini che non furono uccisi da queste piaghe non si pentirono delle opere delle loro mani, in modo da non adorare i demoni, e gli idoli d’oro e d’argento e di rame e di pietra e di legno, che non possono vedere né udire né camminare; e non si pentirono dei loro assassinii, né delle loro pratiche spiritiche né della loro fornicazione né dei loro furti. |
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E vidi un altro forte angelo che scendeva dal cielo, adorno di una nube, e un arcobaleno era sulla sua testa, e la sua faccia era come il sole, e i suoi piedi erano come colonne di fuoco, e aveva in mano un rotolino aperto. E pose il piede destro sul mare ma il sinistro sulla terra, e gridò ad alta voce come quando ruggisce un leone. E quando gridò, i sette tuoni fecero sentire le loro voci. Or quando parlarono i sette tuoni io stavo per scrivere; ma udii una voce dal cielo dire: “Sigilla le cose pronunciate dai sette tuoni, e non scriverle”. E l’angelo che vidi stare in piedi sul mare e sulla terra alzò la mano destra al cielo e giurò per Colui che vive per i secoli dei secoli, che ha creato il cielo e le cose che sono in esso e la terra e le cose che sono in essa e il mare e le cose che sono in esso .“Non vi sarà più indugio ma nei giorni del suono del settimo angelo, quando starà per suonare la sua tromba, si compirà veramente il sacro segreto di Dio secondo la buona notizia che egli dichiarò ai suoi schiavi, i profeti”. E la voce che udii dal cielo mi parla di nuovo e dice: “Va, prendi il rotolo aperto che è nella mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra”. E andai dall’angelo e gli dissi di darmi il rotolino. Ed egli mi disse: “Prendilo e mangialo, ed esso renderà amaro il tuo ventre, ma nella tua bocca sarà dolce come il miele”. E presi il rotolino dalla mano dell’angelo e lo mangiai, e nella mia bocca fu dolce come il miele; ma quando l’ebbi mangiato, il mio ventre fu reso amaro. E mi dicono: “Devi profetizzare di nuovo riguardo a popoli e nazioni e lingue e molti re”. |
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E mi fu data una canna simile a una verga mentre egli disse : Alzati e misura il [santuario del] tempo di Dio e l’altare e quelli che vi adorano .Ma in quanto al cortile che è fuori del [santuario del] tempio gettalo completamente fuori e non misurarlo , perché é stato dato alle nazioni, ed esse calpesteranno la città santa per quarantadue mesi. E faro profetizzare i miei due testimoni per milleduecentosessanta giorni vestiti di sacco. Questi sono [simboleggiati da ] i due ulivi e [da] i due candelabri e stanno dinanzi al signore della terra .E se qualcuno li vuol danneggiare esce fuoco dalla loro bocca e divora i loro nemici e se qualcuno li vorrà danneggiare in questa maniera dovrà essere ucciso. Questi hanno l’autorità di chiudere il cielo affinché non cada pioggia durante i giorni del loro profetizzare e hanno autorità sulle acque di mutarle in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di pioggia quante volte desiderano. E quando avranno finito la loro testimonianza la bestia selvaggia che ascende dall’abisso farà guerra contro di loro e li vincerà e li ucciderà. E i loro cadaveri saranno sull’ampia via della grande città che e in senso spirituale e chiamata Sodoma ed Egitto dove anche il loro signore fu messo al palo. E quelli dei popoli e delle tribù e delle lingue e delle nazioni guarderanno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo, e non lasceranno che i loro cadaveri siano posti in una tomba. e quelli che dimorano sulla terra si rallegreranno di loro e festeggeranno, e si manderanno doni gli uni gli altri, perché questi due profeti hanno tormentato quelli che dimorano sulla terra: E dopo i tre giorni e mezzo spirito di vita da Dio entrò in loro, ed essi si rizzarono piedi, e grande timore cadde su quelli che li vedevano. e udirono ad alta voce dal cielo dir loro: ”Salite quassù”. E salirono al cielo nella nube, e i loro nemici li videro. E in quell’ora ci fu un grande terremoto, e la decima parte della città cadde; e settemila persone furono uccise dal terremoto, e quelli che restavano si spaventarono e diedero gloria all’Iddio del cielo. Il secondo guaio è passato. Ecco, il terzo guaio viene presto. E il settimo angelo suonò la sua tromba. E vi furono alte voci in cielo, che dicevano:” Il regno del mondo è divenuto il regno del nostro Signore e del suo Cristo, ed egli regnerà per i secoli dei secoli.” E i ventiquattro anziani che erano seduti davanti a Dio sui loro troni caddero sulle loro facce e adorarono Dio, dicendo: Ti ringraziamo, Geova Dio, Onnipotente, Colui che sei e che eri, perché hai preso il tuo gran potere e hai cominciato a regnare. Ma le nazioni si adirarono, e venne l’ira tua, e il tempo fissato di giudicare i morti, e di dare la ricompensa ai tuoi schiavi profeti, e ai santi e a quelli che temono il tuo nome, i piccoli e i grandi, e di ridurre in rovina quelli che rovinano la terra. E il (santuario del) tempio di Dio che è in cielo fu aperto, e l’arca del patto fu vista nel (santuario del suo tempio. E ne seguirono lampi e voci e tuoni e un terremoto e grossa grandine. |
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E un gran segno fu visto nel cielo, una donna vestita del sole, e la luna era sotto i suoi piedi, e sulla sua testa c’era una corona di dodici stelle, ed era incinta. E grida nelle sue doglie e nel suo travaglio per partorire. E fu visto un altro segno nel cielo, ed ecco, un gran dragone color fuoco, con sette teste e dieci corna e sulle sue teste sette diademi; e la sua coda trascina un terzo delle stelle del cielo, e le scagliò sulla terra. E il dragone si teneva davanti alla donna che stava per partorire, per divorarne il figlio quando l’avesse partorito. Ed essa partorì un figlio, un maschio, che deve pascere tutte le nazioni con una verga di ferro. E il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono. E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, affinché sia nutrita per milleduecentosessanta giorni. E scoppiò la guerra in cielo: Michele e i suoi angeli guerreggiarono contro il dragone, e il dragone e i suoi angeli guerreggiarono, ma esso non prevalse, né fu più trovato posto per loro in cielo. E il gran dragone fu scagliato, l’originale serpente, colui che è chiamato Diavolo e Satana, che svia l’intera terra abitata; fu scagliato sulla terra, e i suoi angeli furono scagliati con lui. E udii nel cielo un’altra voce dire: Ora sono venuti la salvezza e la potenza e il regno del nostro Dio e l’autorità del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusa giorno e notte dinanzi al nostro Dio! Ed essi lo vinsero a motivo del sangue dell’Agnello e a motivo della parola della loro testimonianza, e non amarono la loro anima neppure di fronte alla morte. Per questo motivo rallegratevi, o cieli e voi che risiedete in essi! Guai alla terra e al mare, perché il Diavolo è sceso a voi, avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di tempo. Or quando il dragone vide che era stato scagliato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma alla donna furono date le ali della grande aquila, affinché volasse nel deserto al suo luogo; quivi è nutrita per un tempo e dei tempi è la metà di un tempo lontano dalla faccia del serpente. E dalla sua bocca il serpente vomitò dietro alla donna acqua simile a un fiume, per farla annegare nel fiume. Ma la terra venne in aiuto alla donna, e la terra aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il dragone aveva vomitato dalla sua bocca. E il dragone si adirò contro la donna, e se ne andò a far guerra contro i rimanenti del seme di lei, che osservano i comandamenti di Dio e hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù. Ed esso stette fermo sulla sabbia del mare. E vidi ascendere dal mare una bestia selvaggia, con dieci corna e sette teste, e sulle sue corna dieci diademi, ma sulle sue teste nomi blasfemi. Ora la bestia selvaggia che vidi era simile a un leopardo, ma i suoi piedi erano come quelli di un orso, e la sua bocca era come la bocca di un leone. E il dragone diede alla (bestia) la sua potenza e il suo trono e grande autorità. E vidi una delle sue teste come scannata a morte, ma la sua piaga mortale fu sanata, e tutta la terra seguì la bestia selvaggia, con ammirazione. E adorarono il dragone perché aveva dato l'autorità alla bestia selvaggia, e adorarono la bestia selvaggia con le parole: “chi é simile alla bestia selvaggia, e chi può guerreggiare contro di essa?". E le fu data una bocca che diceva cose grandi e bestemmie, e le fu data autorità di agire per quarantadue mesi. Ed essa apri la bocca in bestemmie contro dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora e quelli che dimorano in cielo. E le fu concesso di far guerra contro i santi e di vincerli, e le fu data autorità su ogni tribù e popolo e lingua e nazione. E tutti quelli che dimorano su la terra l’adoreranno; il nome di nessuno di loro sta scritto nel rotolo della vita dell’Agnello che fu scannato dalla fondazione del mondo. Se uno ha orecchio, oda. Se uno è in prigionia vada in prigionia. Se uno uccide con la spada, dev'essere ucciso con la spada. Qui sta la perseveranza e la fede dei santi. E vidi un'altra bestia selvaggia ascendere dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. Ed essa esercita tutta l'autorità della prima bestia selvaggia davanti a quella. E fa si che la terra e quelli che vi dimorano adorino la prima bestia selvaggia, la cui piaga mortale fu sanata. E compie grandi segni, cosi da far perfino scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti al genere umano. E svia quelli che dimorano sulla terra, a causa dei segni che le fu concesso di compiere davanti alla bestia selvaggia, mentre dice a quelli che dimorano sulla terra di fare un'immagine alla bestia selvaggia che ebbe la ferita della spada e rivisse. E le fu concesso di dare respiro all'immagine della bestia selvaggia, affinché l'immagine della bestia selvaggia parlasse e facesse uccidere tutti quelli che non adorassero in alcun modo l'immagine della bestia selvaggia. E costringe tutti, piccoli e grandi, e ricchi e poveri, e liberi e schiavi, affinché si dia a questi un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e affinché nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, il nome della bestia selvaggia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza: Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia selvaggia, poiché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei. |
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E vidi, ed ecco, l’Agnello stava sul monte Sion, e con lui centoquarantaquattromila che avevano il suo nome e il nome del padre scritto sulle loro fronti. E udii un suono dal cielo come il suono di molte acque, e come il suono di alto tuono; e il suono che udii era come di cantori che si accompagnavano con l’arpa suonando le loro arpe. Ed essi cantano come un nuovo cantico dinanzi al trono e dinanzi alle quattro creature viventi e agli anziani; e nessuno poteva imparare quel cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati comprati dalla terra. Questi sono quelli che non si contaminarono con donne; infatti sono vergini. Questi sono quelli che continuano a seguire l’Agnello dovunque vada. Questi furono comprati di fra il genere umano come primizie a Dio e all’Agnello; e nella loro bocca non fu trovata falsità; sono senza macchia. E vidi un altro angelo volare in mezzo al cielo, e aveva un’eterna bella notizia da dichiarare come lieta novella a quelli che dimorano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo, e diceva ad alta voce: “ Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del suo giudizio è arrivata e adorate Colui che fece il cielo e la terra e il mare e le fonti delle acque”: E un altro un secondo angelo, seguì, dicendo: “E’ caduta! E’ caduta Babilonia la Grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni del vino dell’ira della sua fornicazione”. E un altro angelo, un terzo, li seguì, dicendo ad alta voce: “Se qualcuno adora la bestia selvaggia e la sua immagine, e riceve il marchio sulla sua fronte o sulla sua mano, berrà anche lui del vino dell’ira di Dio che è versato non diluito nel calice della sua ira, e sarà tormentato con fuoco e zolfo dinanzi ai santi angeli e dinanzi all’Agnello. E il fumo del loro tormento ascende per i secoli dei secoli, e non hanno riposo né giorno né notte, quelli che adorano la bestia selvaggia e la sua immagine, e chiunque riceve il marchio del suo nome. Qui sta la perseveranza dei santi, quelli che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù”. E udii una voce dal cielo dire: “Scrivi: Felici i morti che da ora in poi muoiono unitamente al Signore. Sì, dice lo spirito, si riposino nelle loro fatiche, poiché le cose che fecero vanno direttamente con loro”. E vidi, ed ecco, una nube bianca, e seduto sulla nube uno simile a un figlio dell’uomo, con una corona d’oro sulla testa e una falce affilata in mano. E un altro angelo uscì dal [santuario del] tempio, gridando ad alta voce a colui che sedeva sulla nube: “Metti dentro la tua falce e mieti, perché è venuta l’ora di mietere, poiché la messe della terra è matura. E colui che sedeva sulla nube mise la sua falce sulla terra, e la terra fu mietura. E un altro angelo ancora uscì dal [santuario del] tempio che è nel cielo, avendo anche lui una falce affilata. E un altro angelo ancora uscì dall’altare e aveva autorità sul fuoco. E chiamò ad alta voce colui che aveva la falce affilata, dicendo: “Metti dentro la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vite della terra, perché la sua uva è diventata matura”. E l’angelo mise la sua falce nella terra e vendemmiò la vite della terra, e la scagliò nel grande strettoio dell’ira di Dio. E lo strettoio fu calcato fuori della città, e dallo strettoio uscì sangue fino ai freni dei cavalli, per una distanza di milleseicento stadi. |
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E vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso, sette angeli con sette piaghe. Queste sono le ultime, perché per mezzo di esse si compie l’ira di Dio. E vidi ciò che sembrava un mare di vetro mescolato con fuoco, e quelli che escono vittoriosi dalla bestia selvaggia e dalla sua immagine e dal numero del suo nome stare in piedi presso il mare di vetro, avendo arpe di Dio. Ed essi cantano il cantico di Mosè, lo schiavo di Dio, e il cantico dell’Agnello, dicendo: “Grandi e meravigliose sono le tue opere, Geova Dio, Onnipotente. Giuste e veraci sono le tue vie, Re d’eternità. Chi veramente non ti temerà, Geova, e non glorificherà il tuo nome, perché tu solo sei leale? Poiché tutte le nazioni verranno e adoreranno dinanzi a te, perché i tuoi giusti decreti sono stati resi manifesti”.E dopo queste cose vidi, e il santuario della tenda della testimonianza fu aperto nel cielo, e i sette angeli con le sette piaghe uscirono dal santuario, vestiti di lino puro e splendente e cinti al petto di cinture d’oro. E una delle quattro creature viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro che erano piene dell’ ira di Dio, che vive per i secoli dei secoli. E il santuario si riempì di fumo a causa della gloria di Dio e a causa della sua potenza, e nessuno poteva entrare nel santuario finché non si fossero compiute le sette piaghe dei sette angeli. |
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E udii un’altra voce che dal santuario diceva ai sette angeli: “Andate e versate le sette coppe dell’ira di Dio sulla terra. E il primo andò e verso la sua coppa sulla terra. E venne un’ulcera dannosa e maligna sugli uomini che avevano il marchio della bestia selvaggia e che adoravano la sua immagine. E il secondo versò la sua coppa nel mare. E divenne sangue come di un uomo morto e ogni anima vivente morì, [sì,] le cose nel mare. E il terzo versò la sua coppa nei fiumi e nelle fonti delle acque. E divennero sangue. E udii l’angelo [che era] sulle acque dire: “Tu, Colui che è e che era, il Leale, sei giusto, perché hai preso queste decisioni, poiché hanno versato il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro sangue da bere. Lo meritano”. E udii l’altare dire: “sì, Geova Dio , onnipotente, veraci e giuste sono le tue decisioni giudiziarie”. E il quarto versò la sua coppa sul sole; e fu concesso al [sole] di ardere gli uomini col fuoco. E gli uomini furono arsi dal gran calore, ma bestemmiarono il nome di Dio, che ha autorità su queste piaghe, e non si pentirono in modo da dargli gloria. E il quinto versò la sua coppa sul trono della bestia selvaggia. E il suo regno si ottenebrò, e si mordevano la lingua per il dolore, ma bestemmiarono l’Iddio del cielo, per i loro dolori e per le loro ulcere, e non si pentirono delle loro opere. E il sesto versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e la sua acqua si prosciugò, finché si preparasse la via ai re provenienti dal sol levante. E vidi uscire dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia selvaggia e dalla bocca del falso profeta tre impure espressioni ispirate [che sembravano] simili a rane. Esse sono infatti espressioni ispirate da demoni e compiono segni, e vanno dai re dell’intera terra abitata, per radunarli alla guerra del grande giorno dell’Iddio Onnipotente. “Ecco, io vengo come un ladro. Felice chi sta sveglio e mantiene le sue vesti, affinché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna”. E li radunarono nel luogo che in ebraico si chiama HarMaghedon. E il settimo versò la sua coppa sull’aria. Allora dal santuario del trono, uscì un’alta voce dicendo: “E’ accaduto!”. E ne seguirono lampi e voci e tuoni e vi fu un grande terremoto come non ve n’era mai stato da che gli uomini erano sulla terra, un terremoto così esteso, così grande. E la gran città si divise in tre parti, e le città delle nazioni caddero, e Babilonia la Grande fu ricordata dinanzi a Dio, per darle il calice del vino del furore della sua ira. E ogni isola fuggì, e i monti non furono trovati. E una grossa grandine di chicchi del peso di circa un talento cadde dal cielo sugli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a motivo della piaga della grandine, perché la piaga d’essa era insolitamente grande. |
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E uno dei sette angeli che aveva le sette coppe venne e parlò con me, dicendo: “Vieni ti mostrerò il giudizio della grande meretrice che siede su molte acque, con la quale han commesso fornicazione i re della terra , mentre quelli che abitano la terra si sono inebriati col vino della fornicazione”. E mi portò nella [potenza dello] spirito in un deserto. E scorsi una donna seduta su una bestia selvaggia di colore scarlatto che era piena di nomi blasfemi e che aveva sette teste e dieci corna. E la donna era vestita di porpora e scarlatto, ed era adorna di oro e pietra preziosa e perle e aveva in mano un calice d’oro pieno di cose disgustanti e delle cose impure della sua fornicazione. E sulla fronte era scritto un nome, un mistero. Babilonia la Grande, la madre della meretrici e delle cose disgustanti della terra. E vidi che la donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei testimoni di Gesù. E, scorgendola, mi meravigliai di grande meraviglia. E l’angelo mi disse: “Perché ti sei meravigliato? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia selvaggia che la porta e che ha le sette teste e le dieci corna: La bestia selvaggia che hai visto era, ma non è, e sta per ascendere nell’abisso, e se ne andrà nella distruzione. E vedendo come la bestia selvaggia era, ma non è eppure sarà presente, quelli che dimorano sulla terra si meraviglieranno con ammirazione, ma i loro nomi non sono stati scritti nel rotolo della vita dalla fondazione del mondo. “Qui sta l’intelligenza che ha sapienza: Le sette teste significano sette monti, in cima ai quali la donna siede. E ci sono sette re: cinque sono caduti, uno è, l’altro non è ancora arrivato, ma quando sarà arrivato dovrà rimanere per breve tempo. E la bestia selvaggia che non era ma non è, è anch’essa un ottavo [re], ma viene dai sette, e se ne va nella distruzione. “E le dieci corna che hai visto significano dieci re, che non hanno ancora ricevuto il regno, ma ricevono autorità come re per un’ora con la bestia selvaggia. Questi combatteranno contro l’Agnello, ma siccome egli è Signore dei signori e Re dei re, l’Agnello li vincerà. E con lui [vinceranno] quelli che sono chiamati ed eletti e fedeli. Ed egli mi dice: Le acque che hai visto, dove la meretrice siede, significano popoli e folle e nazioni e lingue. E le dieci corna che hai visto, e la bestia selvaggia, queste odieranno la meretrice e la renderanno devastata e nuda e mangeranno le sue carni e la bruceranno completamente col fuoco. Poiché Dio ha messo nei loro cuori di eseguire il suo pensiero, e di eseguire il [loro] unico pensiero di dare il loro regno alla bestia selvaggia, affinché le parole di Dio non siano compiute. E la donna che hai visto significa la gran città che ha il regno sopra i re della terra”. |
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Dopo
queste cose vidi un altro angelo che scendeva dal cielo, con grande
autorità; e la terra fu illuminata dalla sua gloria. E gridò con voce
forte, dicendo: “E’ caduta! Babilonia la grande è caduta, ed è
divenuta luogo di dimora di demoni e luogo di rifugio di ogni esalazione
impura e luogo di rifugio di ogni uccello impuro e odioso! Poiché a
causa del vino dell’ira della sua fornicazione tutte le nazioni sono
cadute (vittime) e i re della terra hanno commesso fornicazione con lei
e i commercianti viaggiatori della terra si sono arricchiti a causa
della potenza del suo lusso sfrenato”. E udii un’altra voce dal
cielo dire: “Uscite da essa, o popolo mio, se non volete partecipare
con lei ai suoi peccati, e se non volete ricevere parte delle sue
piaghe. Poiché i suoi peccati si sono ammassati fino al cielo, e Dio
s’è rammentato dei suoi atti d’ingiustizia. Rendetele come essa
stessa rese, e fatele il doppio, si, il doppio del numero delle cose che
essa fece: nel calice in cui si mise un miscuglio, mettetele il doppio
del miscuglio. Quanto si glorificò e visse nel lusso sfrenato, tanto
datele di tormento e lutto. Poiché in cuor suo continua a dire:
“Siedo regina e non son vedova e non vedrò mai lutto”. Perciò
in un sol giorno verranno le sue piaghe: morte e lutto e carestia, e sarà
completamente bruciata col fuoco, perché Geova dio, che l’ha
giudicata, è forte. E
i re della terra che hanno commesso fornicazione co lei e han vissuto
nel lusso sfrenato, piangeranno e si batteranno con dolore per lei,
quando vedranno il fumo del suo incendio, mentre staranno a distanza per
timore del suo tormento e diranno: “Sventura, sventura, la gran città
Babilonia, la città forte, perché in una sola ora è arrivato il tuo
giudizio?” E
i commercianti viaggiatori della terra piangono ed hanno cordoglio su di
lei, perché nessuno compra più il loro pieno carico, pieno carico
d’oro e argento e pietra preziosa e perle e lino fine e porpora e seta
e scarlatto e ogni legno odoroso e ogni sorta d’oggetto d’avorio e
ogni sorta di legno preziosissimo e di rame e di ferro e di marmo e
cinnamomo e spezia indiana e incenso e olio profumato e olibano e vino e
olio d’oliva e fior di farina e grano e bovini e pecore e cavalli e
carrozze e schiavi e anime umane. Si, l’eccellente frutto che la tua
anima desiderava, si è allontanato da te, e tutte le cose squisite e le
cose splendide sono perite da te, e non si troveranno più. I
commercianti viaggiatori che si sono arricchiti mediante lei staranno a
distanza a causa del suo tormento e piangeranno e faranno cordoglio
dicendo: “Sventura, sventura, la gran città, vestita di lino fine e
porpora e scarlatto, e riccamente adorna di ornamento d’oro e pietra
preziosa e perla, perché in una sola ora così grandi ricchezze sono
state devastate?”
E ogni capitano di nave e ognuno che viaggi in qualsiasi luogo e
i marinai e tutti quelli che si guadagnavano da vivere sul mare, se ne
stettero a distanza e guardando il fumo del suo incendio, gridarono e
dissero: “Quale
città è simile alla gran città?” E
si gettarono polvere sulla testa e gridarono, piangendo e facendo
cordoglio, e dissero: “Sventura, sventura, la gran città nella quale
si arricchirono tutti quelli che avevano navi in mare,a motivo della sua
opulenza, perché in una sola ora è stata devastata?” Rallegrati
su di lei, o cielo, e voi santi e apostoli e profeti, perché per voi
Dio ha decretato la punizione giudiziaria di lei. E un forte angelo alzò una pietra simile ad una grande macina da mulino e la scaglia nel mare dicendo: “Così con rapido lancio,Babilonia la gran città sarà scagliata giù e non sarà più trovata”. E il suono dei cantori che si accompagnano con l’arpa e dei musicisti e dei flautisti e dei trombettieri, non si udrà mai più in te e non si troverà più in te nessun artefice di qualsiasi arte e non si udrà più in te suono di macina da mulino e non risplenderà più in te, luce di lampada e non si udrà più in te voce di sposo e di sposa, perché i tuoi commercianti viaggiatori erano gli uomini preminenti della terra, poiché, mediante la tua pratica spiritica furono sviate tutte le nazioni. Si, in lei fu trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati scannati sulla terra. |
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Dopo queste cose udii ciò che era come l’alta voce di una grande folla nel cielo. Dicevano: “Lodate Iah! La salvezza e la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio, perché i suoi giudizi sono veraci e giusti. Poiché egli ha eseguito contro la grande meretrice che corrompeva la terra con la sua fornicazione, e ha vendicato il sangue dei suoi schiavi dalla mano di lei. E subito dissero per la seconda volta: Lodate Iah! E il fumo di lei continua ad ascendere peri secoli dei secoli. E i ventiquattro anziani e le quattro creature viventi si prostrarono e adorarono l’Iddio seduto sul trono, dicendo: “Amen! Lodate Iah!” E dal trono uscì una voce che diceva: “Lodate il nostro Dio, e voi tutti suoi schiavi, che lo temete, piccoli e grandi. E udii ciò che era come la voce di una grande folla e come il suono di molte acque e come il suono di forti tuoni. Dissero: “Lodate Iah, perché Geova il nostro Dio, l’Onnipotente, ha cominciato a regnare. Rallegriamoci ed esultiamo, e diamo a lui la gloria, perché è arrivato il matrimonio dell’Agnello e la sua moglie si è preparata. sì, le è stato concesso di adornarsi di lino fine, splendente e puro, poiché il lino fine gli atti giusti dei santi. Ed egli mi dice: “Scrivi: Felici gli invitati al pasto serale del matrimonio dell’Agnello”.. E mi dice: “ queste sono le veraci parole di Dio”. Allora caddi davanti ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi dice: “Sta attento! Non farlo. Io sono solo un compagno di schiavitù tuo e dei tuoi fratelli che hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù. Adora Dio, poiché il rendere testimonianza a Gesù è ciò che ispira la profezia. E vidi il cielo aperto, ed ecco, un cavallo bianco. E colui che vi sedeva sopra è chiamato Fedele e Verace, e giudica e guerreggia con giustizia. I suoi occhi sono una fiamma di fuoco, e sulla sua testa ci sono molti diademi. Egli ha un nome scritto che nessuno conosce se non lui solo, ed è adorno di un mantello asperso di sangue, e il suo nome è La Parola di Dio. E gli eserciti che erano nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, ed erano vestiti di lino fine, bianco e puro. E dalla sua bocca esce una lunga spada affilata, affinché colpisca con essa le nazioni, ed egli le pascerà con una verga di ferro. E calca lo strettoio del vino del furore dell’ira di Dio Onnipotente. E sul mantello, e sulla coscia, ha scritto un nome, Re dei re e Signore dei signori. E vidi un angelo che stava in piedi nel sole, e gridò ad alta voce e disse a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: “Venite, radunatevi per il pasto serale di Dio, per mangiare le carni di re e le carni di comandanti militari e le carni di uomini forti e le carni di cavalli e di quelli che vi siedono sopra, e le carni di tutti, di liberi e schiavi e piccoli e grandi. E vidi la bestia selvaggia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra contro colui che sedeva sul cavallo e contro il suo esercito. E la bestia selvaggia fu presa, e con essa il falso profeta che aveva compiuto davanti ad essa i segni con cui aveva sviato quelli che avevano ricevuto il marchio della bestia selvaggia e quelli che rendono adorazione alla sua immagine. Mentre erano ancora vivi, furono entrambi scagliati nel lago di fuoco che brucia con zolfo. Ma i restanti furono uccisi con la lunga spada di colui che sedeva sul cavallo, la quale (spada) usciva dalla sua bocca. E tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni. |
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E vidi scendere dal cielo un angelo con la chiave dell’abisso e una grande catena in mano. Ed egli afferrò il dragone, l’originale serpente, che è il Diavolo e Satana, e lo legò per mille anni. E lo scagliò nell’abisso e chiuse e sigillò ( questo ) sopra di lui, affinché non sviasse più le nazioni fino a quando fossero finiti i mille anni. Dopo queste cose dev’essere sciolto per un po' di tempo. E vidi dei troni, e c’erano quelli che sedettero su di essi, e fu dato loro il potere di giudicare. Sì, vidi le anime di quelli che furono giustiziati con la scure per la testimonianza che avevano reso a Gesù e per aver parlato di Dio, e quelli che non avevano adorato né la bestia selvaggia né la sua immagine e che non avevano ricevuto il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano. Ed essi vennero alla vita e regnarono col Cristo per mille anni. ( Il resto dei morti non venne alla vita finche i mille anni non furono finiti ). Questa è la prima risurrezione. Felice e santo è chiunque prende parte alla prima risurrezione; su questi non ha autorità la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e regneranno con lui per i mille anni. Ora appena saranno finiti i mille anni, Satana sarà sciolto dalla sua prigione, e uscirà per sviare quelle nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarli alla guerra. Il numero di questi è come la sabbia del mare. E avanzarono sull’estensione della terra e circondarono il campo dei santi e della città diletta. Ma fuoco scese dal cielo e li divorò. E il Diavolo che li sviava fu scagliato nel lago di fuoco e zolfo, dove (erano già) la bestia selvaggia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli: E vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. Dalla sua presenza fuggirono la terra e il cielo, e non fu trovato luogo per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono, e dei rotoli furono aperti. Ma fu aperto un altro rotolo; è il rotolo della vita. E i morti furono giudicati dalle cose scritte nei rotoli secondo le loro opere. E il mare diede i morti che erano in esso, e la morte e l’Ades diedero i morti che erano in essi, e furono giudicati individualmente secondo le loro opere. E la morte e l’Ades furono scagliati nel lago di fuoco. Questo significa la seconda morte, il lago di fuoco. Inoltre, chiunque non fu trovato scritto nel libro della vita fu scagliato nel lago di fuoco. |
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E vidi un nuovo cielo e una nuova terra; poiché il precedente cielo e la precedente terra erano passati, e il mare non è più. E vidi la città santa, la Nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, e preparata come una sposa adorna per il suo marito. Allora udii un’alta voce dal trono dire: “Ecco, la tenda di Dio è col genere umano ed egli risiederà con loro, ed essi saranno suoi popoli. E Dio stesso sarà con ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate”. E colui che sedeva sul trono disse:” Ecco, faccio ogni cosa nuova”. E dice:” Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci”. E mi disse:” Sono avvenute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete darò della fonte dell’acqua della vita gratuitamente. Chiunque vince erediterà queste cose, e io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio. Ma in quanto ai codardi e a quelli senza fede e a quelli che sono disgustanti nella loro impurità e agli assassini e ai fornicatori e a quelli che praticano lo spiritismo e agli idolatri e a tutti bugiardi, la loro parte sarà nel lago che brucia con fuoco e zolfo. Questo significa la seconda morte”. E venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe, e parlò con me e disse:” Vieni qui, ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello”. E mi portò nella ( potenza dello ) spirito su un grande e alto monte, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, avendo la gloria di Dio. Il suo fulgore era simile a pietra preziosissima, quale pietra di diaspro splendente come cristallo. Aveva un grande e alto muro e aveva dodici porte, e alle porte dodici angeli, e furono incisi dei nomi che sono quelli delle dodici tribù dei figli d’Israele. Ad oriente c’erano tre porte, e al settentrione tre porte, e al meridione tre porte e ad occidente tre porte. E il muro della città aveva dodici pietre di fondamento, e su di esse i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello. Ora colui che parlava con me teneva come misura una canna d’oro, per misurare la città e le sue porte e il suo muro. E la città giace quadrata, e la sua lunghezza è uguale alla sua larghezza. Ed egli misurò la città con la canna, dodicimila stadi; la sua lunghezza e la larghezza e l’altezza sono uguali. E ne misurò il muro, centoquarantaquattro cubiti, a misura d’uomo, nello stesso tempo d’angelo. Ora la struttura del suo muro era diaspro, e la città era oro puro come vetro puro. Le fondamenta del muro della città erano adorne di ogni sorta di pietra preziosa: il primo fondamento era diaspro, il secondo zaffiro, il terzo calcedonio, il quarto smeraldo, il quinto sardonico, il sesto sardio, il settimo crisolito, l’ottavo berillo, il nono topazio, il decimo crisopraso, l’undicesimo giacinto, il dodicesimo ametista. E le dodici porte erano dodici perle; ciascuna delle porte era fatta di una sola perla. E l’ampia via della città era oro puro, come vetro trasparente. E non vidi in essa alcun tempio, poiché Geova Dio, L’Onnipotente, e il suo tempio, e (lo è ) l’Agnello. E la città non ha bisogno del sole né della luna che risplendano su di essa, poiché la gloria di Dio la illuminano, e la sua lampada era l’Agnello. E le nazioni cammineranno mediante la sua luce, e i re della terra porteranno in essa la loro gloria. E le sue porte non saranno affatto chiuse di giorno, poiché la notte non vi esisterà. E porteranno in essa la gloria e l’onore delle nazioni. Ma non vi entrerà nulla che non sia sacro né alcuno che pratichi cosa disgustante e menzogna; ( vi entreranno ) solo quelli che sono scritti nel rotolo della vita dell’Agnello. |
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Ed egli mi mostrò un fiume d’acqua di vita, chiaro come cristallo, che usciva dal trono di Dio e dell’Agnello in mezzo alla sua ampia via. E al di qua e al di là del fiume c’erano alberi di vita che producevano dodici raccolti di frutta, dando i loro frutti ogni mese. E le foglie degli alberi erano per la guarigione delle nazioni. E non ci sarà più alcuna maledizione. Ma il trono di Dio e dell’Agnello sarà nella città, e i suoi schiavi gli renderanno sacro servizio; e vedranno la sua faccia, e il suo nome sarà sulle loro fronti. E la notte non ci sarà più, e non hanno bisogno di luce di lampada né hanno la luce del sole, perché Geova Dio diffonderà luce su di loro, e regneranno nei secoli dei secoli. Ed egli mi disse: Queste parole sono fedeli e veraci; si, Geova l’Iddio delle ispirate espressioni dei profeti ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi schiavi le cose che devono accadere fra breve. Ed ecco vengo presto. Felice chi osserva le parole della profezia di questo rotolo. E io, Giovanni, ero quello che udivo e vedevo queste cose. E quando ebbi udito e visto, caddi per adorare davanti ai piedi dell’angelo che mi aveva mostrato queste cose. Ma egli mi dice: Sta attento! Non farlo! Io sono solo un compagno di schiavitù tuo e dei tuoi fratelli che sono profeti e di quelli che osservano le parole di questo rotolo. Adora Dio. E mi dice: Non sigillare le parole delle profezia di questo rotolo, poiché il tempo fissato è vicino. Chi fa ingiustizia faccia, ancora ingiustizia; e l’impuro sia ancora reso impuro; ma il giusto faccia ancora giustizia, e il santo sia ancora reso santo. Ecco, vengo presto, e la ricompensa che do e con me, per rendere a ciascuno secondo la sua opera. Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Felici quelli che lavano le loro lunghe vesti, affinché abbiano l’autorità di andare agli alberi della vita e affinché entrino nella città per le sue porte. Fuori i cani e quelli che praticano lo spiritismo e i fornicatori e gli assassini e gli idolatri e chiunque prova piacere nella menzogna e la pratica. Io, Gesù, ho mandato il mio angelo a rendervi testimonianza di queste cose per le congregazioni. Io sono la radice e la progenie di Davide, e la luminosa stella del mattino. E lo spirito e la sposa continuano a dire: Vieni! E chi ha sete venga; chi lo desidera prenda l’acqua della vita gratuitamente. Io rendo testimonianza a chiunque ode le parole della profezia di questo rotolo: Se qualcuno fa un’aggiunta a queste cose, Dio gli aggiungerà le piaghe che sono scritte in questo rotolo; e se qualcuno toglie qualcosa dalle parole di questo rotolo di questa profezia, Dio toglierà la sua parte dagli alberi della vita e della città santa, cose che sono scritte in questo rotolo. Colui che rende testimonianza di queste cose dice: Si; vengo presto. Amen! Vieni Signore Gesù. L’immeritata benignità del Signore Gesù Cristo sia con i santi. |