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La prerogativa femminile di Saturno |
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Prima parte (di Raffaello Ambrogetti) |
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Elaborato per il Sesto Convegno Astrologico Torinese del 3 e 4 giugno 2006, organizzato da Grazia ed Elisabetta Mirti.
Titolo originale negli atti: "La Signora degli Anelli"
Nella non facile stesura della nostra relazione (già la tematica relativa a Saturno lo annunciava), consapevoli di una visione non del tutto “ortodossa” e non proprio “in linea” con quanto trasmessoci da buona parte della letteratura astrologica, ci siamo imposti l’obbligo di affrontare la discussione in modo tale da rendere note alcune incongruenze, che a nostro avviso meritano di essere sviscerate, al fine di una più chiara e definita interpretazione.
Già
nell’Opera Omnia del “Tetrabiblos” di Tolemeo rileviamo una certa “disparità”
di giudizio sul “sesso” di Saturno, relativamente ai capitoli nei quali
viene attribuito il genere naturale per ciascun pianeta:
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“Due sono i primi generi naturali, il maschile e il femminile. Pertanto, delle predette virtù, femminile è quella ove abbonda la sostanza umida; questa qualità è infatti di norma assai copiosa in tutto ciò che è femminile, mentre le altre qualità appaiono piuttosto in ciò che è maschile. Si tramanda quindi a buon diritto che la Luna e la stella di Venere sono femminili per il prevalere in esse della sostanza umida, mentre il Sole e le stelle di Saturno, di Giove e di Marte sono chiamati maschili. Quanto alla stella di Mercurio, ad entrambi i generi partecipa, in quanto è produttiva in uguale misura di entrambe le sostanze, il secco e l'umido [...]". Tetrabiblos I, 6- Astri maschili e femminili.
“Due sono gli spazi più evidenti entro i quali si compie il tempo. Di questi, il giorno mascolinizza maggiormente per il calore che gli è proprio e per la sua attività; la notte femminilizza per la sua umidità e la sua quiescenza. |
Si tramanda pertanto che la Luna e la stella di Venere sono notturne, il Sole e la stella di Giove diurne, mentre la stella di Mercurio ad entrambe le nature partecipa, essendo diurna nelle sue configurazioni mattutine, notturna in quelle vespertine. “Ciascuna delle due condizioni fu assegnata anche alle due stelle di essenza corruttiva, non già a cagione della simiglianza di natura, ma della contrarietà. Infatti, quando ciò che ha una buona costituzione si unisce a ciò che gli è simile, il suo beneficio si accresce, mentre quando ciò che è distruttivo si unisce a ciò che gli è dissimile la maggior parte del danno è respinto. Per questo la stella di Saturno, che è fredda, fu assegnata al calore del giorno e quella di Marte, che è secca, all'umidità della notte. In tal modo ognuna di esse, avendo una giusta proporzione del proprio temperamento, diviene membro di quella fazione che ne rappresenta il principio di equilibrio". Tetrabiblos I, 7- Astri diurni e notturni. |
Quanto abbiamo appena letto mostra un’evidente contraddizione in ciò che Tolemeo enuncia, poiché se la natura del giorno è quella di mascolinizzare e quella della notte di femminilizzare (affermazione con la quale non si può che concordare), l’assegnazione di Saturno alla fazione diurna, al fine di equilibrarne le qualità distruttive, indicherebbe di fatto che la dimora naturale del pianeta è quella notturna, qualificandolo come astro femminile.
I trattati dell’Astrologia tolemaica inoltre, attribuiscono Saturno all’Elemento Terra, che come sappiamo appartiene al genere femminile. Nel determinare questa assegnazione si tiene conto delle Qualità Prime insite nel pianeta, il quale è in primo luogo freddo ed in misura minore secco. La commistione di quelle Qualità genera l’Elemento Terra, che è in analogia stagionale con l’autunno e col terzo quadrante del moto diurno, quello che procede dal tramonto al culmine inferiore della mezzanotte.
Queste due condizioni, l’autunno e la prima parte della notte, sono in tutta evidenza di carattere femminile, dato che in autunno la quantità di luce diminuisce, mentre aumenta il freddo, e che il tramonto rappresenta l’inizio della notte.
Né
in questo caso Tolemeo si attiene al principio d’equilibrio che ha adottato
nella ripartizione fra astri diurni e notturni, poiché Marte (che pur
distruttivo dovrebbe essere) viene classificato nell’Elemento Fuoco, un Elemento
eminentemente maschile.
![]() YIN |
Anche dalle remote terre orientali ci giungono notizie in proposito: gli antichi cinesi osservarono che tutto ciò che esiste è riconducibile a coppie di opposti, che essi denominarono yin e yang. La nostra capacità cognitiva, infatti, fondata principalmente sui 5 sensi, ci permette di apprendere solo ciò che appartiene ad un’entità che appare dotata di due aspetti, pur restando intrinsecamente unica. |
![]() YANG |
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Entrambi gli ideogrammi che raffigurano i concetti di yin e yang comprendono una radice che sta ad indicare “collina” o “poggio”. |
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L’ideogramma che raffigura yin presenta inoltre, un carattere che significa letteralmente “nuvola”; |
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mentre in quello rappresentato da yang compare il carattere che descrive il “sole”. |
La
traduzione etimologica dei due termini, dunque, è quella di
versante
in ombra
e di versante
soleggiato
di una montagna o di una valle.