![]() |
La prerogativa femminile di Saturno |
|||||
|
Quarta parte (di Rino Maneo) |
||||||
I Greci constatarono l’impossibilità logica di far corrispondere le Divinità di Ade, Poseidon e Ouranòs, ad altrettanti corpi celesti che essi non vedevano e quindi trasferirono di fatto molte delle simbologie dei Pianeti trans-saturniani, rispettivamente a Marte, alla Luna e a Saturno.
Mentre per le prime due coppie (Plutone/Marte – Nettuno/Luna) tale processo risultò meno traumatico, per la terza accadde un vero e proprio dis-Astro: la Matrice per eccellenza (NIN-HUR-SH-AG) venne orribilmente sfigurata, sia nell’immagine che nel profondo e costretta in una veste impropria (Saturno), a reggere le sorti di un Destino cinico e baro, che fin dalle origini era stato patrimonio indiscusso di Urano.
Il Destino allora volle, che nel loro arduo tentativo mitopoietico, i Greci partorissero una caricatura grottesca (“la gattina frettolosa fece i gattini ciechi”), che somigliava solo per sommi capi al Poema Primo; oltretutto, non comprendendone appieno il concetto ispiratore, quello del princìpio binario sul quale si fondavano le origini della vita, essi incapparono in una serie di grossolani errori.
Uno dei più manifesti ha luogo con l’innesto di un sesso maschile nelle parti intime di NIN-HUR-SH-AG, che diventa maschio a tutti gli effetti col nome di Kronos, e al tempo stesso, con la rappresentazione di quest’ultimo mentre ingurgita creature neonate che sopravvivono nel suo ventre.
Essi dimostrano in tal modo di non comprendere la Regola Prima del concetto binario su cui si fonda il Mito primigenio, che distingue i due generi, quello maschile e quello femminile, per una loro precisa “destinazione d’uso”: appartengono infatti innegabilmente al genere femminile le facoltà di prendere, incamerare, contenere e trattenere, con l’unico universale scopo, quello di mantenere in Vita ciò che è conservato.
Il riperpetuarsi di questa mistificazione (è dimostrato che ribadendo ad libitum anche una colossale bugia, essa sia destinata a divenire poi una verità) ha prodotto alcuni sconcertanti luoghi comuni. Uno dei più noti, per gli interpreti delle Carte natali, certifica la prematura morte del padre, quando Saturno venga a trovarsi in Casa quarta, che molti testi di Astrologia classificano come la “Casa del padre”.
A parte il fatto che tale luttuoso evento sia riscontrato in una minima parte dei casi in questione, sarebbe utile per fare chiarezza, esaminare ciascun elemento contestuale singolarmente.
|
Innanzitutto, a nostro avviso, ciò che descrive il Campo quarto è l’ambito famigliare nel suo complesso, in cui il soggetto in questione si trova ad agire e con cui si relaziona; se questo ambiente sarà accogliente oppure ostile; se il modello famigliare rappresentato nel Tema natale sarà conservato o meno dal soggetto, se e quando a sua volta, vorrà gettare le basi per un nuovo nucleo. |
Suonerebbe alquanto limitativo rappresentarlo come il luogo dove si afferma la patria potestà, pur condividendo in tale enunciazione il corollario relativo alle tradizioni dei Padri, da cui il concetto di Patria, ma soprattutto, da cui dedurre il senso di appartenenza di quel soggetto a quella parte di mondo.
|
Le Case ci parlano di ambiti circoscritti in un contesto storiografico stagionale dettato dai Segni, in cui gli Attori sono i Pianeti. |
Secondariamente, nel frangente sopra citato, le direttive classiche sulle simbologie di “Saturno-padre”, in “Casa quarta-casa del padre”, al di là di una evidente ridondanza dovrebbero segnalare la presenza di una figura paterna forte e incombente, oltretutto longeva: obbiettivamente l’indicazione di “morte prematura del padre” non troverebbe riscontro alcuno.
Nessun problema: se a “Saturno-padre” sostituiamo “Saturno-falce”, da cui si evince “Saturno-morte”, il lutto è pronto ad essere servito. Ma anche per l’immagine relativa a questa didascalia i riscontri con la realtà lasciano molto a desiderare, per una ridottissima percentuale episodica.
Pur volendo assecondare momentaneamente l’assioma e riferirlo al limitato numero dei casi in cui, con la presenza di Saturno in quarta Casa si verificò il decesso precoce del padre, ci sembra legittimo evidenziare la logica conseguenza dell’evento:
|
la madre (vedova) fu obbligata a reggere da sola il carico della famiglia! |
Restituendo a Saturno il ruolo che simbolicamente le appartiene (la madre fisica, la sua connotazione concreta, il suo contesto tangibile nella nostra tematica), riteniamo che la deduzione appena descritta sia altresì applicabile quand’anche il nucleo famigliare non sia stato mutilato dalla fatale circostanza; è verosimile infatti che la situazione di Saturno possa suggerire ...
|
... uno stato di “ragazza-madre”, oppure indicare la gravosa condizione della madre per effetto di una separazione fra coniugi. È altrettanto degna di considerazione la possibilità che la madre sia stata costretta ad accollarsi gli oneri del carico famigliare a causa di un padre poco presente o non incline ad assumersi le responsabilità; oppure per la condizione oggettiva dovuta ad una grave e permanente invalidità fisica del coniuge. |
![]()
Crediamo opportuno infine, sia utile avvalersi delle medesime considerazioni nell’analizzare un Tema femminile, quando il soggetto stesso abbia la possibilità di interpretare a sua volta il ruolo materno.