La prerogativa femminile di Saturno

Settima ed ultima parte (di Rino Maneo)

prima parte

seconda parte

terza parte

quarta parte

quinta parte

sesta parte

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Indice di Sezione

 

"L’esordio dello Zodiaco è maschile e furibondo, ma la conclusione è femminile, morbida e pacifica.

Ed è, naturalmente, la conclusione che decide. …"

Mario Zoli

Ormai prossimi alla conclusione ci piace ricordare per questa fase (la conclusione appunto), due proverbi latini che a nostro avviso la caratterizzano mediante due motti, dal significato inverso fra loro: “dulcis in fundo” e “in cauda venenum”, quasi a voler individuare nella perenne dipendenza fra Luna e Saturno (gli estremi della catena simboleggiata dalla opposizione), l’esito di due possibili e alternative sorti.

Per fortuna ce ne viene in soccorso un altro, di proverbi latini, “in medio stat virtus”, che riporta tale confronto nella dimensione mediata della complementarità per i valori in campo, quando ad esempio intendiamo indagare sulle qualità mnemoniche di un soggetto.

Perché anche la memoria è un dispositivo femminile (un vincolo) che si lega a noi per tutta la vita (un periodo di tempo).

Ma mentre la Luna offre accoglienza ad immagini e fotogrammi che coinvolgono emotivamente lo stato d’animo, anche al di là di un qualsiasi fattore relazionale espressamente concreto, facendoci a volte credere di aver sognato, Saturno acquisisce solo ciò che rappresenta l’evidenza di un fatto compiuto; ci consente di analizzare il passato spietatamente e in modo obiettivo, perché si nutre di certezze e riscontri; ci esclude ciò che non risulta essenziale e determinante.

Ci costringe ad esaminare in modo concatenato, le sequenze che contano, le vicende salienti di cui tener conto nel corso della vita. Con Saturno facciamo i conti col nostro passato; ci rendiamo conto delle opere di cui andare fieri (successi), ma anche di quelle di cui ci vergognamo (rimorsi) e di quelle non intraprese o abortite (rimpianti).

Angolo ripiegato: 3

Ciò che ci lascia “cronicamenteSaturno, nel bene o nel male, rimane provvidenzialmente legato a noi, intrecciato in una serie di anelli, che passando fra le nostre dita a ritroso, come in un rosario, ci danno modo di constatarne la consistenza e la saldezza, affinché l’àncora agganciata all’altra estremità della catena ci renda ancòra un approdo sicuro e stabile nel tempo, così come avvenne con nostra madre.

 

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