![]() |
LUNA E VENERE | ||||
| le differenze essenziali | |||||
| Prima parte | |||||
| Seconda Parte | Terza Parte | Indice di Sezione | |||
|
Elaborato per il Terzo Convegno Astrologico Torinese del 7 e 8 giugno 2003, organizzato da Grazia ed Elisabetta Mirti. Titolo originale negli atti: "Se a Venere togliamo i veli".
Accade assai di frequente che la letteratura astrologica sia costellata da riferimenti ambigui o perlomeno, non chiari fino in fondo. Ad esempio, quando si parla di manualità, e per manualità s’intende la capacità di servirsi delle mani, alcuni chiamano in causa Urano, che nulla ha a che fare con la naturale funzionalità delle mani, se non quando esse si apprestano a loro volta, all’uso di uno strumento tecnologico o di un supporto atto a rendere più agevole un’attività manuale. Altri, sul tema della manipolazione, ricorrono spesso a Plutone per dare una spiegazione logica a questa dinamica. Dimenticando che Hermes (Lui solo), in tutti i Miti è il Signore dell’attività manuale, il campione di destrezza e di abilità, il mago della gestualità, l’Alchimista per eccellenza. Anche Venere non è esente da connotazioni improprie, riconducibili al fatto che, non di rado vengono a Lei sovrapposte velature lunari. Mi riferisco in primo luogo alla tematica dell’amore, che a mio avviso coinvolge tutta una serie di sfumature, identificabili però in altrettante sfere di competenza planetaria individuale, nelle quali, sia la Luna che Venere, pur collaborando ad obiettivi comuni, fanno valere singolarmente princìpi e facoltà proprie. Ho notato infatti che in tale ambito, spesso la matrice dei sensi viene scambiata per quella dei sentimenti, oppure, più di frequente, che sensi e sentimenti sono con-fusi in una medesima matrice. Ecco perché, prima di proseguire vorrei esprimere, mediante un disegno concettuale, la funzione primaria di Venere. |
|
![]() |
In questo schema viene rappresentata cinque volte, in virtù della sua facoltà di mediare le informazioni attraverso l’uso dei cinque Sensi, di cui è proprietaria: vista, tatto, olfatto, gusto, e udito. Un mio caro amico, Marco Drudi del Gruppo Astrologico “Sagittarius” di Forlimpopoli, mi ha “passato” l’idea, secondo la quale, in assenza di Venere-5-Sensi, l’individuo potrebbe al massimo essere cosciente di esistere (Mercurio-Sole); è infatti solo col supporto attivo dei Sensi che, oltre alla percezione del nostro corpo, riusciamo ad avere coscienza di tutto ciò che ci circonda. Se vogliamo, questa architettura può anche offrire una risposta plausibile all’interrogativo posto su Linguaggio Astrale da Dante Valente, sul perché Mercurio e Venere, a livello astronomico-simbolico, non si allontanino mai troppo dal Sole. |
|
Una ulteriore precisazione. Sempre secondo alcune interpretazioni, la funzione opposta o contraria a quella di un Pianeta Signore di un Segno, viene attribuita al Corpo Celeste Signore del Segno opposto nello Zodiaco. Ad esempio, se a Venere (Signora della Bilancia) si addice il “bello”, allora il “brutto” sarebbe patrimonio di Marte (Signore dell'Ariete). Credo invece che in una funzione, il tutto ed il suo contrario siano comprensivi e complementari, così come le due facce appartenenti alla stessa medaglia; quindi, a seconda delle dinamiche espresse da Venere in un tema natale, potremo dedurre se l’individuo: · apprezzerà o disprezzerà determinati suoni; · proverà gusto o disgusto per determinati odori, sapori, immagini; · proverà piacere o repellenza nel toccare determinati oggetti o cose.
Quali Sensi del proprio corpo saranno più sviluppati e quali meno; quali Sensi saranno in armonia o disarmonia, sia col proprio corpo che con l’ambiente che lo circonda; in quali Campi e durante quali transiti vivrà situazioni ed esperienze di benessere o malessere. |
|
|
|
|
|