![]() |
LUNA E VENERE | ||||
| le differenze essenziali | |||||
| Terza parte | |||||
| Seconda Parte | |||||
|
Chi ci frequenta è in grado di percepire con la sua Venere, la nostra sensibilità e quando ci vorrà colpire proverà ad aggredire il Senso venusiano, che noi mostriamo essere più debole. Ad esempio ci dirà: … sei stonato come una campana …; oppure: … non hai un briciolo di gusto nel vestire … ;o ancora: … hai il tatto di un elefante in una cristalleria … Ma più che metterci in difficoltà espressiva (rossore, silenzioso imbarazzo), non sortirà nient’altro: al massimo una ferita superficiale, che in tempi brevi si rimarginerà. Chi invece è molto più vicino a noi e quindi spesso partecipe del nostro stato d’animo (Luna), ci potrebbe ferire molto più gravemente, affondando l’arma nell’ambito sentimentale ormai privo di barriere, sino a raggiungere a volte, il nostro amor-proprio (Luna). In questo caso tali lacerazioni tendono a non rimarginarsi, ma quand’anche fosse, permarrebbero ampie e perenni cicatrici nella memoria lunare. Volendo cogliere in modo più rappresentativo la definizione di sensibilità, si può ricorrere all’esempio della pellicola fotografica. Ogni pellicola è provvista sulla superficie, di un composto chimico gelatinoso, una sorta di filtro che, inversamente al grado di concentrazione, ne determina la sensibilità. Più la pellicola è sensibile, più tenue deve risultare la luce che la colpisce. L’impiego del composto gelatinoso è necessario affinché sfumature e tonalità possano attraversarlo gradualmente, per poter impressionare la pellicola in modo differenziato; l’assenza di tale filtro causerebbe il passaggio della luce nella sua totalità, impressionando uniformemente il fotogramma, che, una volta sviluppato, apparirebbe completamente bianco (lunare). Risulta quindi evidente come la funzione superficiale e sensibile del filtro, si identifichi nelle qualità venusiane, mentre quella relativa all’impressione indelebile che aiuterà in futuro a ricordare, assuma caratteristiche prettamente lunari. Anche il tessuto che riveste il nostro corpo funziona in modo analogo alla pellicola. La pelle infatti è composta da due strati, in simbiosi fra loro, ma separabili dal punto di vista funzionale;
Venere ci darà quindi indicazioni sulla esteriorità della pelle: sensibilità al tatto e piacevolezza alla vista. La Luna ne integrerà le qualità in fatto di consistenza, elasticità e spessore. Venere rappresenta l’estetica della confezione, l’involucro del regalo, la copertina più o meno accattivante del libro; la Luna, il valore intrinseco del dono, il contenuto emozionale del romanzo. Nel campo della ricettività in senso lato, la Luna fornirà informazioni sulla disponibilità all’accoglienza; Venere ne curerà l’immagine a livello esteriore. Venere regola l’apparenza per meglio sintonizzarsi con ciò che le sta intorno, è Colei che fa buon viso a cattivo gioco, che riesce o no a nascondere con la sua facciata, la porta di accesso più agevole alla segreta lunare. Funge perciò anche da mezzana nell’anticamera dei sentimenti: favorisce la loro entrata e li accompagna all’uscita, solo quando la Luna acconsente al loro transito. Possiede quindi la facoltà di esprimerli con diverse modalità: carezze, coccole, baci, teneri sguardi e vezzeggi, per i sentimenti d’amore; occhiate feroci, dimostrazioni di estremo disgusto e disprezzo, per quelli d’odio. La Luna li gestisce (gestazione), li protegge, li cura, li nutre, li fa vivere o morire nel proprio intimo; da essi viene coinvolta emotivamente, ma con essi è in grado di coinvolgere gli altri: in modo autonomo, quando le sue potenzialità lo consentono, mediante l’uso spiraleggiante del feeling; oppure, in "joint-venture" con Venere, la quale mette a disposizione le sue Arti, per manifestarli, dando di essi la prova concreta. Venere ne descrive l’aspetto, la Luna li incamera, li alimenta, li accresce o li attenua, in intensità e spessore. Con la Luna si provano (intimamente) passione e/o indifferenza, con Venere si palesano (esteriormente). A Venere sono affidate amabilità ed affettività, ma è il sentire lunare a stabilire la relazione prioritaria con l’universo interiore dei sentimenti, buoni o cattivi che siano; indifferenza, odio e amore. Già, l’amore … Nel lessico comune questo termine pervade una serie di significati di largo consumo affini fra loro, ma che astrologicamente assumono, di volta in volta, connotazioni venusiane o lunari. Le frasi “amo la montagna” e “amo fare shopping”, pur adottando il medesimo verbo (amare), denunciano due diverse interpretazioni dello stesso. La prima, di carattere espressamente lunare, riassume tutta una serie di implicazioni profonde, collegate alle vibrazioni interiori, che gli stimoli sensazionali producono e potrebbe indubbiamente tradursi in “ho un grande feeling con la montagna” . La seconda invece, prettamente venusiana, pone l’accento sugli stimoli sensoriali e andrebbe riformulata con “mi piace immensamente e mi diverte fare shopping”. Talvolta questa differente sfumatura si ripropone nella pratica interpretativa astrologica, dove alcuni tendono ad identificare ciò che piace con ciò che si ama o viceversa, dimenticando che il sentimento d’amore di una madre per la propria creatura, è indipendente dal fatto che essa sia armoniosa o piacevole alla vista. Non è un equivoco marginale, ma di per sé comprensibile dal fatto che le convenzioni ci hanno abituati a preferire l’espressione “fare all’amore”, rispetto all’omologa “fare sesso”. E la voglia di far sesso non presuppone necessariamente il concorso dei sentimenti. In tale frangente lo scopo prioritario è il raggiungimento della massima forma di piacere, di soddisfazione dei Sensi e la Maestra di cerimonie è Venere! Al di là di qualsiasi coinvolgimento sentimentale, come nei Miti, Venere è la Dea della seduzione, dell’Eros e del desiderio fisico; la regina di voluttà, l’ammaliatrice, la dispensatrice del fascino che avvolge come una seconda pelle, e del cosiddetto “sex-appeal”. Per quanto attiene al “comune senso del pudore”, sarà comunque la Luna a suggerire a Venere se coprire determinate parti del corpo o esibirle pubblicamente nella loro nudità (décolleté, schiena, ventre, cosce, caviglie), corredate o meno di frivoli accessori, quali, collane, bracciali, tatuaggi, piercing. |
||||
|
Mentre la Luna è intenta alla produzione degli estrogeni, Venere scende in campo con un’arma non convenzionale che agisce a livello sensoriale: quella dell’odore, mediante l’emanazione dei ferormoni. Riviste scientifiche specializzate hanno più volte riportato gli esiti di test indicativi, secondo i quali, uomini e donne, così come maschi e femmine di molte specie animali, si attraggono vicendevolmente seguendo il Senso dell'olfatto. È stato stimato infatti, in misura rilevante, che i segnali olfattivi possono esercitare una sorta di potere inconscio su chi è in grado di recepirli; spesso negli ambiti della sfera sessuale, in quanto possono dar luogo all’insorgere della pulsione erotica. |
estrogeni: ormoni prodotti da ghiandole endocrine che influiscono sui caratteri secondari femminili e sul ciclo mestruale, provocando collateralmente la ritenzione idrica nei tessuti. ferormoni: sostanze chimiche emesse da una ghiandola esocrina di un animale che provoca una risposta comportamentale (ferormone "release") o fisiologica (ferormone "primer") verso un altro animale della stessa specie. Sono prodotti da una secrezione liquida trasmessa allo stato liquido o gassoso. Agiscono dunque come messaggi chimici. |
|||
|
È quindi Venere che smania dalla voglia di godere e far godere; che sa toccare le corde giuste nell’amplesso, che mette a disposizione le parti più sensibili del proprio corpo, affinché, con l’ausilio appropriato di tutti e cinque i Sensi, il rapporto fisico con l’altro corpo divenga il più piacevole possibile; è Venere che presiede all’orgasmo. Una frase lapidaria dei cuori infranti di qualche tempo fa, recitava: … se non mi ami più, torno da mia madre … ; a mio avviso essa propone una ulteriore conferma al paradigma Sentimento-Luna, col quale, in modo suadente, Venere gioca soltanto. In sintesi, due simbologie, ciascuna con le proprie prerogative: quella lunare del Sesto Senso, del sentimento e della passione; quella venusiana dei cinque Sensi, del fascino e della seduzione. A ciascuna quindi i propri ambiti, ma soprattutto, a ciascuna i propri abiti: a Venere l’abbigliamento esteriore; alla Luna la biancheria intima … |
|
|
|
|
|