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L'impulso verbale e la capacità di ascolto nelle dinamiche del Maschile e del Femminile |
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Prima parte |
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Elaborato per il Quinto Convegno Astrologico Torinese del 4 e 5 giugno 2005, organizzato da Grazia ed Elisabetta Mirti.
Titolo originale negli atti: "La parola a Giove! (ma ne ha davvero la facoltà?)"
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“… se va tratta una lezione per l’Astrologia, essa consiste nel fatto che il potere di Giove, per quanto grande, ha i suoi limiti, e richiede di essere fondato sul principio femminile e da questo alimentato.” Eve Jackson |
C’era un tempo in cui la parità fra i sessi già
esisteva. Mi riferisco all’Era antidiluviana , di
cui le antiche memorie sumeriche recano traccia: dodici Dei, di cui
sei con fattezze femminili e sei con caratteristiche
maschili.
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Oltre alla natura femminile di Giove e Saturno mi preme porre l’accento sull’emblematica figura di EN-ZU (ai giorni nostri Mercurio): egli era il Signore dei riti magici e spesso nei testi sacri veniva denominato semplicemente "ZU".
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Zu fu il protagonista della prima rapina del Secolo, del più sbalorditivo colpo di mano che mai sia stato portato a termine: sottrasse al padre EN-LIL (Urano), con abilità e scaltrezza, la tavoletta dei Destini (lo scettro del comando dei poteri divini), fuggendo in volo presso un nascondiglio remoto sotterraneo (AB-ZU). Successivamente, dopo una lunga ed estenuante battaglia, venne catturato e costretto a restituire il maltolto.
Le ulteriori attitudini di EN-ZU (volare e nascondersi sotto terra), che in tempi più recenti lo classificheranno psicopompo, mi portano ad immaginare anche la sua possibile raffigurazione, quella del Drago o Serpente Divino.
E’ importante sapere che ancor oggi in lingua tedesca, il termine ZU sta a significare chiuso, da cui ermetico; cosa che obiettivamente consente l'associazione ad Hermes.
Ma altrettanto importante è il fatto che, chi deteneva la tavoletta dei destini aveva potere su tutti gli Dei; funzione che ZU ricoprì per lungo tempo, in virtù del golpe sopra accennato.
Indubbiamente i Greci, nella costruzione sommaria del proprio Mito, si servirono delle informazioni recepite da quello mediorientale; molto probabilmente, trovando notizie relative al tempo in cui il Signore degli Dei era ZU, essi credettero di individuare un sempiterno Re degli Dei, e da ZU coniarono ZeUs.
Seguendo questa ipotesi, molte vicende del Mito greco relative a Zeus/Giove, potrebbero essere accreditate a ZU/Hermes/Mercurio.
Tale precisazione è d’obbligo, per l’evidente contraddizione fra la connotazione maschile che il Mito greco attribuisce a Giove/Zeus e quella dichiaratamente femminile che il Mito sumerico –molto più antico-, associa a Giove/NIN-UR-TA: la radice NIN infatti (che i filologi interpretano come Signora), secondo una mia personale traduzione fonetica, assume il significato di Matrice.
La stessa polarità (femminile) è pure riscontrabile dal fonema che individua Saturno (NIN-HUR-SH-AG), per cui, in virtù di tale natura è possibile schematizzare astrologicamente gli obiettivi e le funzioni dei due Pianeti, in base alla logica del femminile, quella del prendere e trattenere (conservare per mantenere vivo).
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Entrambi (sarebbe il caso di dire entrambe) nei Segni di appartenenza (Sagittario ed Acquario), rappresentano, secondo la direzione antioraria del moto planetario, rispettivamente un prima del Capricorno e un dopo il Capricorno, il quale mediante l’opera del suo Signore (Urano), scandisce l’attimo fuggente del tempo presente, l’imprevedibile realtà, specchio di ogni nostra esperienza nell’esatto momento in cui la viviamo. Giove (prima) ipotizza il futuro in modo ottimista e si nutre di speranze, crede in un futuro migliore e spesso si illude con le sue stesse presunzioni; in ottemperanza alla delega connaturata alla sua funzione: inglobare e detenere ogni tipo di informazione, funzione connessa in modo proporzionale al sapere (non al conoscere, che è privilegio di Hermes). Come è noto a tutti il sapere è una sorta di bagaglio elastico dalla capacità infinita, che si dilata internamente in ragione della quantità di informazioni ingurgitate. |
Giove, in definitiva, si crede un sistema informativo cosiddetto esperto, in grado di presumere e quindi influenzare, in base alla mole di dati che possiede, gli esiti della imminente realtà.
La realtà (purtroppo o per fortuna) si manifesta spesso e volentieri secondo i canoni del Signore dei Destini (Urano): a volte Giove ci azzecca, a volte no.
Saturno (dopo), dal canto suo, acquisisce solo ciò che rappresenta l’evidenza del fatto compiuto; analizza il passato spietatamente e in modo obiettivo, nutrendosi di certezze e riscontri; escludendo ciò che non risulta essenziale e determinante.
Il suo bagaglio consiste in una rigida ventiquattr’ore provvista di scomparti coordinati, nei quali vengono collocate in modo concatenato, le sequenze che contano, le vicende salienti di cui tener conto nel corso della vita. Saturno fa i conti col passato; si rende conto delle opere errate (rimorsi) e di quelle non intraprese o abbandonate sul nascere (rimpianti).
In
sostanza la natura femminile acquisitiva di Giove e Saturno è caratterizzata da
due diversi tipi di Memoria.