![]() |
L'impulso verbale e la capacità di ascolto nelle dinamiche del Maschile e del Femminile |
|||||
|
Quarta parte |
||||||
|
|
||||||
![]()
Per assimilare Giove ad una componente informatica faremmo sicuramente riferimento alla mass-storage (memoria di massa), ovvero al cosiddetto disco fisso del computer. A tal proposito inviterei i possessori di un P.C., a rivedere nel passato gli aspetti su Giove e di Giove stesso, in occasione di sfortunate situazioni in cui i dati fino ad allora accumulati, sparirono inopinatamente dal disco del loro elaboratore.
A Raffaello, (un amico carissimo), col transito di Giove al quadrato di Mercurio natale accadde un fatto, di per sé banale, ma sostanzialmente indicativo: un mattino non poté usare l'automobile, perché la batteria si era scaricata. L'impedimento al movimento risultò "parlante"; ma la causa? Bastò sostituire "batteria" col nome appropriato: "ACCUMULATORE" per individuare Giove.
Ritengo ovvia la polarità femminile della Memoria, pur distinguendone varie tipologie e finalità nell’accostamento ad altri Pianeti femminili.
Ma solo in tal senso credo possibile il coinvolgimento gioviano con la parola.
In altre parole, Giove conserva all’interno di quel suo bagaglio elastico dalla capacità infinita, tutto ciò che fa parte del nostro sapere, prime fra tutte le parole che abbiamo acquisite. Facoltà che necessariamente si rapporta con l’eloquio (per le caratteristiche della voce), ma che non ha priorità su esso.
In realtà tutti i corpi celesti in un tema natale, concorrono alla qualità ed intensità dell’eloquio; in maggior misura però, quelli che definiamo personali, o Pianeti veloci, perché esercitano in modo più marcato la loro influenza.
Il termine parola, di genere femminile, comprende in sé altri termini dello stesso genere, quali vocale, con-sonante, sillaba; l’insieme di più parole diventa una frase, per altro strettamente congiunta alla voce, anch’esse di genere femminile.
Originariamente però, il moderno vocabolo parola, era sostantivato con VERBO (… in principio era il Verbo …); che in termini biblici va inteso come "soffio divino che muove alla vita".
Ai giorni nostri, grammaticalmente, il verbo esprime un’azione del soggetto ed è indicato come parte principale di un discorso.
Credo si possa convenire allora, sulla valenza maschile dell’azione espressa, portata fuori e su quella femminile contraddistinta dall’azione inversa del catturare, dell’imprimere e consolidare nella memoria.
La parola, o verbo si esprime mediante l’emissione di uno o più suoni, articolati e connessi fra loro. Le proprietà del suono o qualità insite nella voce (timbro, tono, registro, corpo e volume) appartengono di diritto ai Pianeti femminili; alla competenza di quelli maschili sono affidate invece, la sua emissione e propagazione.
Il
suono è prodotto dalle vibrazioni delle corde vocali, insieme con la modulazione
e l’articolazione delle pareti della bocca, mediante l’azione dei
muscoli
facciali, così come avviene, seppur in modo parziale, con gli strumenti
musicali; in entrambe le condizioni però,
lo scaturire del suono è direttamente
dipendente da azioni
di
spinta (soffio di
aria) o di
percussione.
La figura sottostante illustra in modo esaustivo il processo di propagazione dell’energia sonora: la forza prodotta dal soffio innesca il movimento simultaneo delle particelle d’aria, che urtano l’una contro l’altra nella stessa direzione.
![]() |
|
|
Risulta quindi pressoché innegabile la presenza attiva di Marte in tale processo, resa ancor più evidente in ambito musicale: per gli strumenti a fiato vale ciò che è stato già detto sulla spinta (forza) innescata dal soffio; per tutti gli altri, il suono è prodotto dall’azione di un corpo rigido (maschile), che ne impatta un altro più elastico (femminile). Il plettro o PEN-na per le corde della chitarra, l’archetto o bacchetta del violino, i MARTElletti del pianoforte, il batocchio della campana, le bacchette del tamburo, etc. |
|