![]() |
L'impulso verbale e la capacità di ascolto nelle dinamiche del Maschile e del Femminile |
|||||
|
Sesta parte |
||||||
![]()
Sempre per ciò che si riferisce a Marte, è interessante notare quanto riportato nella tabella sottostante: termini e parole che recano la sillaba AR e/o ART , per l’assonanza (suono) col nome del Dio/Pianeta, divengono direttamente associabili con le caratteristiche da esso rappresentate.
![]() |
La simbologia del suo logo oggi è mutata e trascritta con un cerchio, dalla cui estremità destra parte una freccia; anticamente invece, la raffigurazione di Marte consisteva in una spirale a uscire, rivolta all’esterno, a dimostrazione della forza centrifuga, dell’energia che tutto muove. Risulta quindi evidente il parallelo tra la forma a spirale dell’Archetipo marziano e quella delle corna dell’animale ariete, dal quale prende nome il Segno in cui Marte è Signore. Ancora ai giorni nostri questo Simbolo è rimasto vivo e sempre più spesso tristemente legato alle tragedie da ritorsione fra le parti (spirale di violenza), dove, in difetto o per effetto delle parole dette, si passa direttamente al fatto compiuto, all’azione bel-ligerante (il fonema sumerico contraddistinto dalla sillaba BEL compare nei nomi di tutti i Demoni). |
|
Una fra le azioni-prerogative di Marte è quella del "PENE-trare", per cui molti vocaboli provvisti di tale radice (PEN), quali Pene, Penna, Pennino, Penitenza, possiedono in sé la valenza marziana. |
|
Anatomicamente allora, il muscolo linguale ed i muscoli facciali, quelli di espressione, saranno governati da Marte, ma nella successione dei movimenti, sempre sotto il diretto coordinamento di Mercurio, che stimola l’articol-azione dei suddetti muscoli. Senza la loro opportuna articolazione (ciò vale soprattutto per la lingua), il suono prodotto risulterebbe semplicemente gutturale (primitivo), impedendo agli altri la comprensione di quanto da noi dichiarato. Pensando agli strumenti di offesa (Marte) usati dai bambini, quello del fare la lingua è uno dei più istintivi; col passare degli anni, nell’adolescenza, si giunge alla pernacchia; più in là con l’età e con aumentata malizia, alcuni rivolgono spudoratamente la lingua all’interlocutrice/interlocutore, muovendola ad arte, a richiamo deliberatamente sessuale. Ma l’accostamento più evidente sta nel detto “ne uccide più la lingua, che la spada”, da cui si evince un chiaro riferimento alla parola detta, emessa in direzione dell’Altro. |
![]() |
Addirittura, per descrivere l’azione primaria di un bugiardo matricolato si usa dire “le spara grosse”.
Quasi a rappresentare, con l’azione del dire, una sorta di arma da fuoco, in cui i proiettili/parole/Marte, che sono conservati in un caricatore/Giove, vengono estratti/Mercurio, collocati/Mercurio in canna/Saturno e fatti partire dallo stimolo/Mercurio impresso al “grilletto”.
E naturalmente, per tornare a Giove, più proiettili si possiedono, più se ne potranno sparare: sempre che il Sole ed il suo luogotenente Mercurio, ne abbiano l’intenzione.
In sostanza: dovremo osservare Sole, Mercurio e Marte, per poter dare un giudizio sull’attività del parlare di un individuo: i Segni di appartenenza e gli aspetti con gli altri Pianeti ce lo riveleranno.
Per le qualità vocali invece, sarà Venere in primo piano, senza dimenticare gli altri Pianeti femminili (Giove, Luna, Saturno e Nettuno) e l’eventuale rapporto che essi instaurano con Marte.