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Le chiavi interpretative | |||||
| del linguaggio arcaico di Sumer | ||||||
| Seconda parte | ||||||
| Terza Parte | I Nomi degli Dei | Conclusioni | Appendici | |||
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… Per comprendere i testi sacri (segreti) conoscere il valore delle lettere è indispensabile … [Senza tale conoscenza] non si può nemmeno intuire il senso reale delle parole essenziali, dei Nomi e degli Dei …. … La parola … è l’espressione udibile del Verbo-Idea, e viene fissata in modo visibile mediante segni o caratteri che, nella scrittura sacra le conferiscono una forma che rappresenta l’Idea; ogni segno-carattere-lettera è quindi una parola concretizzata, espressa con l’immagine più appropriata … con linee, forme e colori che ne manifestano il carattere. [Uno dei tre aspetti che individuano un segno-lettera] è il Suono: esso, modulato dalla pronunzia della lettera, ne è attributo essenziale; è il suo Verbo, cioè il Principio della sua azione magica. Questo è il motivo per cui gli iniziati sono tenuti a non-pronunciare le scritture, di cui conoscono la natura segreta … … Ogni lingua scritta è una costruzione, i cui elementi-princìpi (verbi e numeri) vengono formulati con Simboli naturali o convenzionali; una lingua è tanto più realistica, quanto più l’aspetto convenzionale è ridotto al minimo. L’aggregazione dei Segni è l’architettura di questo modo di scrivere … … [Nella vastissima gamma di combinazioni esistenti nel rapporto Suono/Numero/Forma], vengono a determinarsi particolari rapporti tra i numeri e le funzioni che appartengono alle lettere associate; sicché diventa possibile scrivere gli elementi di un insegnamento segreto (come le fasi di una genesi o le spiegazioni di una allegoria), scegliendo le parole e la disposizione delle lettere in modo da comporre una frase apparentemente banale.
La
conoscenza delle analogie e la ricerca di alcune chiavi, facilmente
intuibili, potrebbero, con uno studio approfondito, permetterne la
decifrazione. Isha Schwaller de Lubicz |
Pertanto, considerando i logogrammi che trovavano una corrispondenza univoca, ho iniziato a costruirmi una sorta di congegno simbolico che si è arricchito di singole “lettere” a piccoli passi, giungendo alla composizione logica delle sillabe.
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Porto un esempio di come può cambiare il significato di un termine. |
“ENUMA ELISH” rappresenta la definizione corrispondente al nome del testo biblico ebraico; viene definito in questo modo proprio per le prime due serie di sillabe con le quali comincia il racconto.
Il testo ebraico inizia con “In principio era il Verbo ... “; quello sumerico con:
“EN-U-MA , E-LI-SH , LA , NA-BU , SHA-MA-NU ...” e normalmente tradotto con [“Quando il Cielo non aveva ancora un nome ...”][1]
[1] Fra parentesi quadrate, in carattere
corsivo sono riportate le tradizionali interpretazioni filologiche. Fra parentesi
tonde, l’ipotetica personale traduzione fonetica.
Ebbene,
dalla mia personale interpretazione
(SUONO)
di ogni singola sillaba per
ciascuno degli elementi, ne consegue invece un’accorata invocazione:
“Splendente Entità Generatrice del Tempo del Principio , Essenza del Soffio Vitale del Verbo , Vento del Principio , che Scende Illuminando il Profondo , che Muove l’Inizio del Tempo della Sublime Creazione ...”.[2]
[2] Era consueto che (almeno fino al tempo di Omero), prima di qualsiasi nota espressiva sulla vertenza del racconto, l’Autore (o chi tramandava la Storia), per trarre la “Giusta” (fedele) ispirazione, dovesse invocare i favori della Divinità.
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Contro
la logica della
de-terminazione dei significati, legittima finché non pretende di porsi
come unica, lavora quel modo analogico di pensare che
trasgredisce tutte
le determinazioni, perché non c’è cosa che termini
in un solo significato.
Solo
se non spegniamo il senso delle parole nel recinto del loro significato
abituale, l’Astrologia avrà ancora molto da dire anche nel tempo del
disincanto del Cielo, non tanto in ordine ai contenuti empirici, ma in
ordine a quel modo di pensare che è un passare,
un passare oltre, attraverso l’analogia, in quella regione aperta dove
la potenza del simbolo, anche se non viene nominata, come quella del
Sole, è già in mezzo alle cose. Umberto Galimberti |
Naturalmente,
ad ogni singolo carattere possono corrispondere una varietà di significati
affini tra loro e in
appendice
sono
presenti le “tabelle
di decodifica”
dei
singoli caratteri,
delle
sillabe
e
di alcuni termini.
la
“lettera” (suono) “A”
sta per, Liquido,
Acqua, Inizio, Fonte, Principio;
la
“E” (suono), per Entità, Essenza, Spirito;
la
“U“(suono), per Luce,
Splendente, Luminoso, Divino, Fuoco, Fiamma;
la
“I“(suono), per
Vita,
Vitale, Vitalità, Uomo, Umano, Umanità;
mentre
la “N“(suono), equivale a Creatore,
Creativo, Generatore.
Le sillabe composte da 2 o 3 caratteri possono anche costituire un’azione, un verbo o un sostantivato; alcune di esse scritte all’inverso, assumere il significato opposto: così la sillaba NA, che esprime fra gli altri il concetto di Discendere/Discendente, messa al contrario (AN), sta a significare l’azione del Salire/Ascendere.
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L'esempio seguente, sul SUONO della parola "ANTARESH" (Stella Fissa dello Scorpione) mostra i vari passaggi modulari, che concorrono ad una più "fedele" interpretazione. |
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